Doppia preferenza a Catanzaro, i promotori esultano

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio comunale della proposta di legge che costringerà la Regione a calendarizzarla nella prossima assemblea, Raffaella Rinaldis ha esortato il presidente Irto a «votarla al più presto»

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16 novembre 2018
20:13
Raffaella Rinaldis
Raffaella Rinaldis

«Accogliamo la scelta del Consiglio comunale di Catanzaro e del suo Sindaco Sergio Abramo, accettiamo con gioia il sostegno di una comunità politica che ha deciso, indipendentemente dai colori di appartenenza, di votare una proposta di legge sulla doppia preferenza. Nemmeno un mese fa la Casa delle Donne di FìmminaTv proponeva il disegno di legge, redatto da Alessia Bausone, in occasione di un incontro nel palazzo comunale della città. Due consiglieri presenti, Manuela Costanzo e Demetrio Battaglia, hanno proposto nella seduta consiliare di quello stesso giorno di votare una norma che, si sono resi conto subito, non poteva aspettare altro tempo. Così, con il voto favorevole del Comune di Catanzaro il progetto di legge, secondo i regolamenti regionali, deve essere portato in Consiglio regionale per la votazione».


Queste le parole, immediatamente dopo il voto catanzarese, di Raffaella Rinaldis, direttore di FìmminaTv e della sua Casa delle Donne, promotrici della proposta di legge regionale in attuazione della legge 20 del 2016, che inserisce la doppia preferenza di genere nelle regioni italiane.



«Uno strumento di democrazia che abbiamo utilizzato dopo aver constatato che la legge regionale che giaceva da tempo alla Regione doveva essere sanata, aggiustata, sistemata, secondo quanto affermato dai consiglieri intervenuti il 28 settembre scorso. Questa proposta sana tutti i novellati normativi ed è pronta ad entrare direttamente in Consiglio regionale, secondo le disposizioni regolamentari».


«Adesso – proseguono -, chiediamo, dopo le formalità amministrative che richiedono pochi giorni di lavoro, al Presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, di voler calendarizzare questa proposta di legge senza attendere i tre mesi entro i quali la legge prevede che venga portata nell’assemblea regionale, ma di poterla portare al voto nel più breve tempo possibile».

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