Regionali, arriva anche la lista del… Cactus. Per ridere ma non solo

Un gruppo calabrese di autori satirici dà vita a un collettivo che promette di animare la campagna elettorale con battute e prese in giro: «Chi meglio di un cactus può sopravvivere nel deserto di questa regione?». Ecco il “programma”

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di Redazione
24 dicembre 2019
10:53

Una lista del… cactus. Un gruppo di autori satirici orgogliosamente calabresi si unisce e lancia la sua surreale campagna elettorale per un fantomatico “Cactus Presidente”, con tanto di simbolo e programma, che giorno dopo giorno si arricchirà di nuovi punti.

 

Eccone alcuni, giusto per capire di che si tratta:
Politiche sociali: istituzione del Reddito di Calabresità.
Innovazione: invasione e successiva annessione della Basilicata.
Trasparenza: la partecipazione ai concorsi pubblici avverrà allegando alla domanda la sola raccomandazione scritta.
Turismo: eliminazione di ogni tipo di Tassa di soggiorno e istituzione della Tassa di rilascio (volgarmente detta tassa di riscatto).
Lotta all’evasione fiscale: il recupero crediti sarà affidato alla ndrangheta.
Economia: chiunque vorrà importare la ‘ndrangheta nella propria Regione dovrà pagare il giusto pizzo.

 

Per ridere, dunque. Ma non solo. «Questa - scrivono nel loro manifesto - è un'iniziativa concreta che vuole lanciare un messaggio preciso a tutti i calabresi: “È folle fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”». Prendono in prestito una celebre frase di Albert Einstein per far capire dove vogliono andare a parare.

 

«In questi giorni - continuano - vediamo spuntare, una dopo l'altra, come funghi dopo una pioggia improvvisa in una giornata di sole, tutte le candidature alla Presidenza della Regione Calabria: e se da un lato, puntuale come il libro di Vespa per Natale, troviamo i soliti volti noti che da oltre 30 anni, tra inchieste e dissesti, animano la vita politica di questa Regione, dall'altra parte il nuovo che avanza è un imprenditore 70enne che solo 5 anni fa faceva apertamente il tifo per la parte avversa rispetto a quella che oggi lo vede candidato, ed un noto professionista, evidentemente vittima della sindrome di Calimero, che oggi si batte strenuamente contro la casta, ma che fino a ieri ne era una chiara ed orgogliosa espressione. Mentre il movimento politico numericamente più presente in parlamento si appella al civismo. Insomma un film già visto. Un film che non ha un lieto fine».


Per ora vogliono restare anonimi affidandosi all’ironia e alla creatività del loro collettivo che animerà la pagina facebook da poche ore online.
«Chi, meglio di un cactus, sa come riuscire a sopravvivere in un deserto? – si chiedono - Per risolvere gli eterni problemi spinosi della Calabria, il 26 gennaio, scegli Cactus Presidente».

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