Il caso

Edilizia sanitaria nel Reggino, il Piano nascosto dalla Regione: «Commissario Scaffidi tenuto all’oscuro»

VIDEO | Il primo cittadino di Gioia Tauro e presidente del comitato dei sindaci dell’Asp di Reggio Calabria, Aldo Alessio, ha dovuto convocare in fretta e furia il Comitato e contrattare gli interventi poco prima della scadenza fissata per oggi 17 dicembre

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di Agostino Pantano
17 dicembre 2021
21:29

«La Regione da maggio ha lasciato nel cassetto questo Piano, il commissario Scaffidi stesso ci ha detto che fino a martedì non ne sapeva nulla, eppure entro oggi bisogna presentare i progetti pena la perdita dei fondi».

Descrive una pianificazione al cardiopalma, Aldo Alessio – presidente del comitato dei sindaci dell’Asp di Reggio Calabria – a proposito della possibilità di spendere nel territorio reggino i fondi per l’edilizia sanitaria. Si tratta di 1.400.000 euro, complessivi per tutta la regione, prima trance del Pnrr da destinare a quegli interventi di riqualificazione – anche negli edifici che un tempo erano ospedali – oppure di adeguamento di nuovi locali messi a disposizioni dai Comuni.


«Martedì – racconta Alessio – mi telefona Scaffidi e mi dice che con un urgenza bisognava convocare i sindaci, pena l’impossibilità di varare un Piano per chiedere i finanziamenti. La riunione si è poi tenuta ieri (giovedì, ndr) e solo con grande fatica siamo riusciti a contrattare con il commissario degli interventi che riguardano tutta la provincia». L’Asp chiederà il finanziamento per 14 Case della Comunità, 4 ospedali di comunità e 6 Centri territoriali. «Nella Piana – prosegue il sindaco di Gioia Tauro – puntiamo sugli ospedali di Cittanova e Oppido Mamertina, sulle Case di Cinquefrondi, Palmi, Gioia Tauro e Rosarno, mentre gli uffici territoriali sono stati ipotizzati a Taurianova essendo la cittadina maggiormente baricentrica».

Un risultato comunque importante, al culmine anche di una mobilitazione popolare che non più tardi di 20 giorni aveva visto proprio la città del porto teatro di una manifestazione di protesta – guidata dal vescovo Francesco Milito – che però non smorza del tutto la critica che ancora permane. «È una prima risposta – conclude Alessio – che non sostituisce le altre richieste che facciamo rispetto al potenziamento degli ospedali e della necessità di risolvere il problema degli organici. Certo, dobbiamo stigmatizzare una pianificazione completata dall’oggi al domani, col serio rischio di perdere i fondi oppure di scegliere gli interventi senza grande cognizione».

Giornalista
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