Elezioni a Rende, il grande ritorno di Principe che lancia la candidatura

VIDEO | L'esponente socialista lancia la propria candidatura a sindaco davanti ad una platea affollatissima: «Davanti al rischio di sfaldare l'area riformista ho capito che doveva toccare a me tenerla unita»

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di Salvatore Bruno
11 aprile 2019
01:12

Nel 1980 la prima volta da sindaco, durata fino al 1987, data del grande salto alla Camera dei Deputati. L’ultima nel 2004, quella segnata dal drammatico attentato che lo costrinse ad una lunga degenza ospedaliera a Firenze. Sandro Principe a 69 anni torna in campo alla guida dei riformisti, assumendosi la responsabilità di guidare la coalizione dopo una lunga e travagliata fase in cui lo stesso Principe aveva tentato di trovare una soluzione differente. Inizialmente era stata individuata la candidatura a sindaco di Alessandro De Rango. Ma sul nome del consigliere comunale uscente, lo schieramento ha rischiato di sfaldarsi. Da qui la scelta di Principe di rimettersi in gioco e tentare di riannodare i fili di quel lungo periodo a guida socialista spezzato dall’elezione, nel 2014, di Marcello Manna.

Rilanciare l'idea dell'area urbana

Il suo intervento, lucido e corposo, si protrae per circa un’ora e mezza davanti ad una platea gremita in cui spiccano le presenze di altri due parlamentari da prima Repubblica: Saverio Zavettieri e Antonio Mundo. Un discorso articolato sostanzialmente sui temi di welfare, economia e ambiente. Sulla città unica dell’area urbana ha sottolineato la necessità di riprendere un dialogo con Cosenza, ma anche con Castrolibero e Montalto Uffugo. Ma non bastano le buone intenzioni. Cosenza e Rende, sottolinea, discutono dei loro rispettivi Psc a compartimenti stagni, mentre dovrebbero avere un'unica visione urbanistica. «Penso anche - aggiunge Principe - ad una preliminare fase sperimentale con l'attivazione di alcuni servizi comunali in condivisione».

L'opportunità del nuovo ospedale

C'è poi la questione del nuovo ospedale: «Non ho preclusioni verso i privati, soprattutto quando investono in tecnologia e innovazione - afferma - ma preferisco la sanità pubblica. Penso che per il nosocomio di cui non è stata ancora individuata un'allocazione (il nuovo ospedale di Cosenza, ndr) si debba tenere in debita considerazione la presenza di terreni già di proprietà pubblica, per oltre 300 ettari, ubicati nei pressi dell'Università della Calabria. Non solo si eviterebbero tempi lunghi e costi non secondari per gli espropri, ma sarebbe possibile anche ampliare alla medicina l’offerta formativa dell’ateneo di Arcavacata. Non vogliamo fare concorrenza ma integrare le attività dell'Università della Magna Grecia: la necessità di un numero maggiore di medici in questa regione è un dato di fatto». Arriva poi la stoccata al rettore Gino Crisci che, secondo Principe, «ha brillato per il suo silenzio». 

Ecco il sostegno di Idm

Sul piano politico si infittiscono le alleanze: nelle ultime ore ha incassato anche l’appoggio del movimento Italia del Meridione, mentre l’appello a convergere sullo schieramento di Massimiliano De Rose, lanciato da Mimmo Bevacqua, espressione di Zona Dem, che a Principe deve molte delle sue fortune politiche, arriva fuori tempo massimo e restituito al mittente. Ed a chi parla di triste ritorno al passato replica: «Non risponderò alle provocazioni. Parlerò solo di programmi. Dicano quello che vogliono» Ecco l’intervista realizzata con il candidato sindaco

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