Elezioni Calabria, centrodestra in pressing su Spirlì: «Si voti il 14 febbraio»

Il presidente facente funzioni deve comunque aspettare che sia promulgata la legge che sospende le primarie. Nel frattempo domenica ci sono gli stati generali dei Cinque Stelle sulle alleanze, mentre l'Udc è in campagna acquisti e ha quasi concluso su Flora Sculco

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di Riccardo Tripepi
12 novembre 2020
13:25

Centrodestra in pressing sul presidente Nino Spirlì per arrivare alla fissazione delle elezioni regionali il prossimo 14 febbraio. È Forza Italia in particolare a trascinare gli alleati, ma comunque ci vorrà ancora qualche giorno per risolvere il problema. È necessario che venga promulgata la legge che sospende le primarie per come stabilito dall’ultimo Consiglio regionale e poi che il governatore ff Spirlì abbia il suo confronto con il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro.

Si scelga la prima data utile, è il ragionamento del presidente del Consiglio Mimmo Tallini e del vicecapogruppo alla Camera Roberto Occhiuto, in pole per la candidatura a governatore, ma sostenuto anche da Fdi, e poi sia il governo nazionale a rinviare nel caso in cui l’emergenza sanitaria non consenta di andare al voto. Sullo sfondo di questa fretta di tornare alle urne, oltre alla necessità di dare un governo democraticamente eletto alla Calabria, anche la voglia di non dare troppo tempo agli avversati di riorganizzarsi.


Nel frattempo i partiti comunque hanno iniziato a muoversi sullo scacchiere per individuare coalizioni e candidati. Attivissimo l’Udc guidato da Francesco Talarico che dopo avere rinnovato l’organizzazione interna sarebbe pronto a chiudere un’intesa con Flora Sculco che all’ultimo Consiglio regionale è rimasta in Aula con il centrodestra mentre l’opposizione abbandonava i lavori.

Sul fronte del centrosinistra si attendono invece gli stati generali dei Cinque Stelle fissati per domenica prossima e che, in parte, saranno dedicati anche alle elezioni regionali. L’interrogativo è sempre lo stesso: si farà o no l’alleanza con il Pd? Una questione che avrà sicura influenza non solo sulla scelta del candidato governatore ma anche sulla tenuta stessa del governo Conte in un momento delicatissimo considerando la forza della seconda ondata di contagi da Coronavirus e le pesanti conseguenze economiche che ci saranno nei prossimi mesi.

Alla finestra rimane il Pd che sarebbe per l’alleanza sui territori e che pare pronto a confermare la fiducia al commissario Stefano Graziano fino ai congressi che dovrebbero celebrarsi a conclusione dell’emergenza sanitaria in atto.

Giornalista
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