La corsa per la Regione

Elezioni Calabria, inchieste e veti scuotono il centrodestra: fuori dalle liste Pitaro, Sainato e Parente

Niente candidatura per i tre consiglieri uscenti. Sul primo peserebbe il veto di Roberto Occhiuto, sugli altri due le indagini delle Dda di Reggio e Catanzaro. Resta escluso anche Sergio Costanzo

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di Francesco Mobilio
2 settembre 2021
08:19
Da sinistra Pitaro, Parente, Sainato
Da sinistra Pitaro, Parente, Sainato

Terremoto nel centrodestra in vista delle elezioni regionali del 3 e 4 ottobre prossimi. Il vibonese Vito Pitaro, consigliere uscente e dato ormai per candidato, non sarà invece della partita. Da quanto trapelato, sarebbe stato lo stesso candidato alla presidenza della Regione per la coalizione di centrodestra Roberto Occhiuto – attuale capogruppo alla Camera di Forza Italia, la cui candidatura è stata alla fine sostenuta da Giuseppe Mangialavori, senatore e coordinatore regionale azzurro – a non volere Pitaro in lista nel collegio Calabria Centro Vibo-Catanzaro-Crotone. Ricordiamo che le liste del centrodestra erano state mandate alla commissione parlamentare Antimafia, anche se Pitaro non è coinvolto in nessun procedimento giudiziario.

L’esclusione del consigliere regionale uscente è stata confermata da esponenti del gruppo “Città Futura”, che al Comune di Vibo Valentia conta sei consiglieri e due assessori in giunta e che ha in Pitaro il suo riferimento politico. Dunque, il gruppo del consigliere regionale uscente è fondamentale per la tenuta dell’attuale maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Maria Limardo alla guida di Palazzo Luigi Razza. Non è escluso, quindi, che la mancata candidatura di Pitaro possa avere dei riverberi anche sul futuro politico della maggioranza visto che della coalizione fa parte pure il gruppo di Forza Italia.


Compagine che conta ben 13 consiglieri in aula e diversi assessori e che, naturalmente, ha in Mangialavori il suo “capo” politico. Resterebbero, inoltre, fuori anche Claudio Parente, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Catanzaro, Raffaele Sainato, coinvolto nell’inchiesta “Inter Nos”, e Sergio Costanzo. Naturalmente si deve tenere presente che fino alla presentazione delle liste, che avverrà sabato prossimo, 4 settembre, tutto potrebbe ancora accadere.

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