Elezioni Calabria, la “confederazione” del civismo punta a nuovo soggetto politico

Da Pino Aprile a Francesco Aiello con l’obiettivo di mobilitare «tutti i progressisti che credono in un futuro migliore»

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di Redazione
16 novembre 2020
17:13
Pino Aprile e Francesco Aiello
Pino Aprile e Francesco Aiello

«L’obiettivo comune è quello di costruire una vera alternativa allo strapotere della politica calabrese». Parte da queste premesse il “Patto Civico per la Calabria 2030”, laboratorio politico destinato che ha mosso i primi passi nel corso di una partecipata videoconferenza durante la quale si confrontati diversi rappresentanti del civismo calabrese, tra cui il movimento “10 idee per la Calabria” (con la presenza di Domenico Gattuso e Marina Neri), il Movimento per l’Equità Territoriale (con Pino Aprile e Paolo Mandoliti), il Progetto Meridiano (con Pietro Tarasi), Calabria Terra Libera (con Francesco Molinari) e il comitato Cambiamo la Calabria, di Francesco Aiello, ex candidato alla presidenza della Regione Calabria per il M5s.

 

«Un patto – si legge in una nota - che parte dall’identificazione di pochi Obiettivi di Legislatura e che è aperto al confronto con quanti vorranno unirsi a ragionare sulla prossima competizione elettorale delle regionali del 2021. Per la prima volta in assoluto, più forze di diversa estrazione avviano un percorso unitario in cui tutti sono disponibili a rinunciare a parte dell’identità originaria, pur mantenendo le loro specificità, nello sforzo di perseguire l’obiettivo comune di costruire una vera alternativa allo strapotere della politica calabrese. La premessa di questo nuovo processo è, quindi, rappresentata dalla consapevolezza, oggi più matura di ieri, che un cambiamento potrà realizzarsi solo se il variegato mondo del civismo calabrese (associazioni, organizzazioni varie, comitati, gruppi sociali, terzo settore) sarà in grado di trovare unità e sintesi attorno a un Programma di Legislatura. L’esperienza dimostra, infatti, l’inutilità di operare in solitudine o di confluire isolati in alleanze politiche a basso impatto. È un’esperienza che in Calabria riguarda anche movimenti e partiti tradizionali. Oggi, la vera sfida è creare un nuovo soggetto collettivo in grado di dialogare con efficacia con altre forze politiche e di incidere sulla modernizzazione della regione».


Infine l’appello «a tutti i progressisti che credono in un futuro migliore». «Divisi (sicuramente) si perde – concludono -, uniti si può vincere. Da qui l’appello ad uscire dall’isolamento e avere un ruolo propositivo all’interno della “confederazione” del nuovo Patto Civico per la Calabria 2030 (inforegionalicalabria2021@gmail.com)».

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