La corsa per la Regione

Elezioni Calabria, nell’area centrale rischio scontro fratricida tra candidati centrosinistra

Se nel favorito centrodestra non mancano i problemi in vista delle regionali, il campo avverso appare però sempre più una polveriera

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di Danilo Colacino
27 luglio 2021
19:32
Bruno, Pitaro e Alecci
Bruno, Pitaro e Alecci

“Coalizione che vai, problema che trovi”, a queste convulse regionali di autunno 2021 di cui quasi tutti - eccetto ovviamente chi nutre propositi di vittoria assoluta come Roberto Occhiuto, i nuovi papabili assessori e qualche aspirante consigliere, convinto di entrare a Palazzo Campanella - avrebbero fatto volentieri a meno. E sì, perché se il sovraffollamento, per così dire, provoca non pochi grattacapi nel centrodestra, dove comunque si avverte fortissimo l’odore di primato, figurarsi nell’opposto schieramento in cui si fanno viceversa i conti con il pallottoliere (leggasi con il numero di consensi potenzialmente da prendere per fare… bingo) relativamente ai posti da aggiudicarsi.

I guai del centrosinistra

Sembra infatti che nel centrosinistra, soprattutto nell’area centrale, la tensione si tagli con il coltello. Un nervosismo dettato dal rischio di un possibile risultato tennistico di sei a tre a sfavore in termini di eletti in considerazione del totale di nove candidati nelle condizioni di poter tagliare l’ambito traguardo nella “strategica” Circoscrizione Catanzaro-Crotone-Vibo comprendente peraltro grandi realtà del territorio quali Lamezia e Soverato ma non solo.


I posti che scarseggiano

Si lavora alacremente, dunque, tentando di non lasciare alcunché alla sorte, sulle caselle che la minoranza potrebbe riempire. Postazioni che, in caso di sconfitta (da mettere nel novero sulla base delle previsioni della vigilia), nella migliore delle ipotesi ammonterebbero al massimo a quattro. A patto, però, che come premesso le cose non vadano diversamente e per giunta salvo il fronte - determinato e compatto - guidato dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris non superi il quorum dell’8% e porti dunque propri esponenti nell’assise dell’Astronave magari proprio nell’area di cui si sta ragionando.

Sullo sfondo anche le Amministrative del capoluogo

Una prospettiva che non entusiasma di certo, anzi atterrisce, quanti nella coalizione a trazione Pd-M5S nutre velleità di successo. Senza contare che al solito, ormai, la sfida, in particolare in cima ai Tre Colli, è doppia o forse tripla. Perché sullo sfondo, in ballo, c’è un altro obiettivo: recitare un ruolo da protagonista nella campagna elettorale per le Amministrative del capoluogo. In che modo? In primis imponendo la scelta, o quantomeno condizionandola pesantemente, del candidato a sindaco. Che al momento lo schieramento di riferimento, non a caso a Catanzaro ribattezzatosi con il fin troppo eloquente aggettivo “Nuovo” per segnare un’evidente discontinuità rispetto al passato, ha spostato nella scala di priorità della propria agenda in favore di un radicamento sul territorio.

Fatto sta, tuttavia, che al pari della vita pressoché sempre a prevalere sia il potere economico, in politica accanto ai soldi - o spesso perfino clamorosamente davanti in questa speciale graduatoria - vengano i voti. Ed allora, ipotizzando ad esempio una buona affermazione del consigliere regionale uscente Francesco Pitaro (il quale però per ora pare non trovare casa fra i Democratici seppur in via ipotetica, sia chiaro, restando il cosiddetto listino del presidente o tante altre valutazioni sulla formazione delle varie compagini da prendere in considerazione) dovesse far registrare un risultato ragguardevole si porrebbe di “diritto” anche quale interlocutore privilegiato nell’arroventata discussione per il vertice di Palazzo De Nobili. Un ragionamento eufemisticamente complesso.

La partita principale resta quella delle Regionali

Ma bisogna fare un passo indietro, un po’ sul modello dei libri gialli, e valutare come al di là del capitolo per le Comunali ci siano troppi galli nel pollaio nel partito lettiano e dintorni (lo scriviamo volutamente, mettendo in risalto come si tratti di soli uomini e per di più con una storia importante alle spalle che li rende quindi non certo dei riempilista). Il riferimento è, oltre al citato Pitaro, al primo cittadino di Soverato Ernesto Alecci, all’ex presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno, e al sindacalista (espressione di una famiglia di peso nella politica regionale e in passato più volte a un passo dall’occupare un seggio) Fabio Guerriero. Sembrerebbe invece perdere di consistenza la candidatura dell'ex coordinatore provinciale Dem, Gianluca Cuda, che secondo i consueti boatos si sarebbe accordato con il citato Pitaro a cui fornire un consistente e prezioso supporto in termini di preferenze portate.

 

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