Regionali 2021

Elezioni Calabria, tra Tansi e Vetere accuse incrociate di tradimento nel nome di de Magistris

VIDEO | Durissimo scontro a Perfidia tra l'ex capo della Protezione civile regionale e il sindaco di Santa Maria del Cedro, entrambi all'inizio a sostegno del sindaco di Napoli e ora divisi dalla competizione elettorale. Ecco cosa si sono detti (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Claudio Labate
14 settembre 2021
12:56
Lo studio di Perfidia durante l’ultima puntata con Tansi, Vetere e Talerico
Lo studio di Perfidia durante l’ultima puntata con Tansi, Vetere e Talerico

Quando Antonella Grippo fa il suo ingresso in studio, sulle note di “Chella là”, perla musicale partenopea degli Anni ’50, portata al successo prima da Teddy Reno e poi dal grande Renato Carosone, è chiaro quale è lo scopo della conduttrice, che vuole introdurre il tema della trasmissione accompagnando i telespettatori in un viaggio di perfide allusioni che poi tanto allusioni non sono.

D’altra parte il testo della canzone allude ad un presagio di congedo sentimentale. Gli addii, gli abbandoni, sono lancinanti per chi li subisce e tormentati per chi li infligge – ripete la Grippo – e spesso coincidono con il tradimento.


E traditi e traditori sono i protagonisti di questa terza scoppiettante puntata che ospita il leader di Tesoro Calabria, Carlo Tansi; il sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, candidato con la lista “demA” nella circoscrizione nord; e Antonello Talerico, esponete di Forza Italia e presidente degli avvocati catanzaresi.

Dai patti al Put

L’ultima volta che Carlo Tansi si è scottato con le fiamme di Perfidia è stato nel 2020. Il battesimo del fuoco di questa nuova stagione glielo dà la Grippo che gli ricorda come da fustigatore del Put (Partito unico della torta), è finito per diventare alleato del Pd, uno dei principali contraenti del Partito unico della torta.

«Il Put lo sto combattendo dall’interno, come ho fatto quando ero in Protezione civile. Quando si è candidata Amalia Bruni che per noi scienziati è la Maradona della ricerca, da subito le ho dato l’ok. Poi, quasi mi ero pentito, perché mi son detto, se vado con Amalia ci sono quelli del Pd, allora dovevo andare fino in fondo». Tansi sottolinea che da questa impostazione è nato il Codice etico della coalizione di centrosinistra. Un codice etico che l’ex numero uno della ProCiv aveva scritto anche con Luigi de Magistris al tempo della luna di miele, ma che il sindaco di Napoli non ha firmato.

Ma siccome sembrava filare tutto liscio, Antonella Grippo ha pensato bene di aggiungere del pepe, rinfrescando la memoria di Tansi con le parole che de Magistris ha utilizzato, proprio a Perfidia, per parlare del difficile rapporto con Carlo. D’altra parte per Luigi lui è un «bugiardo» a cui non bisogna dare troppa importanza, «diventato il più grande mescolatore del Put». Tansi in studio ride amaro, e controbatte: «Questo qua è abituato alla sceneggiata napoletana. Lui è venuto a casa mia, e lui ha tradito la mia fiducia». Subito dopo da in pasto ai telespettatori un retroscena gustoso: «Con Enzo Voce, i primi di dicembre, sono stato invitato a Roma dal Pd che mi ha offerto di diventare direttore generale della Protezione civile pur di farmi da parte, ed ho rifiutato».

Quando prende la parola Ugo Vetere, a cui spetta l’ingrato compito di fare le veci di de Magistris, il suo volto è una maschera. L’attacco viene sferrato proprio lì dove batte la lingua e il dente duole: «Il dottor Tansi si è candidato in tutte e tre le circoscrizioni con gente di cui parlava malissimo: Graziano, Bruno Bossio, Adamo e compagnia cantante». La miccia è accesa, la sedia di Tansi comincia a fumare e le accuse di stare mentendo non si contano. La questione, tra i due, rischia di diventare personale, mentre Antonella Grippo si gode lo spettacolo… e riprende in mano la situazione.

Talerico shock: Spirlì non si senta blindato

Antonello Talerico, fino al momento spettatore dello scontro tra Tansi e Vetere, chiamato in causa ha sparso qua e là un po' di benzina, giusto per riscaldare ancor di più l’ambiente. Dapprima parlando di grande minestrone riferendosi al centrosinistra diviso, e poi contestando a Tansi che dire “sono il candidato di Amalia Bruni” è una contraddizione in termini, in quanto fa parte di una coalizione. Come dire sei parte di una squadra e devi condividere principi, valori e politica. Un po' come fa il centrodestra che mette in mostra la sua proverbiale compattezza.

Ma non ditelo alla Grippo, che nello stagno del centrodestra ci lancia un meteorite, chiedendo a Talerico se la vittoria di Occhiuto coinciderà con la defenestrazione di Nino Spirlì. Il suo è solo un perfido sospetto, che si fonda su un ragionamento ben strutturato: se Fratelli d’Italia fa il botto, quell’accordo sul ticket si rinegozierà?

Talerico si augura che il botto lo faccia Forza Italia che – dice - «va come un treno», e poi spiega: «La rinegoziazione è evidente che potrebbe dipendere da quelli che saranno gli esiti e i risultati. In politica si può escludere qualcosa?»

Il presidente degli avvocati catanzaresi è terribilmente serio, anche di fronte alle stilettate di Enzofilia, e a questo punto c’è da pensare che anche quanto ha detto sugli equilibri di centrodestra sia “una cosa seria”.

L’occasione fa l’uomo ladro… di voti

Talerico però ci ha preso gusto e provoca Tansi sul fatto che la sua candidatura col centrosinistra è solo una questione di opportunità politica, altrimenti da solo avrebbe preso lo 0,8%. «Il Put rimane Put con o senza Tansi». L’esponente di Tesoro Calabria non ci sta, rispolvera il codice etico che – dice - elimina rapporti di familismo amorale al contrario di quanto successo nel centrodestra. L’avvocato da parte sua sbandiera le indicazioni della Commissione antimafia per asserire che le candidature della coalizione di Occhiuto sono illibate. Così Tansi decide di entrare in scivolata: «Ma se vi hanno arrestato mezzo Consiglio regionale. Vi hanno arrestato Tallini e tu sei del suo partito». Talerico ricorda che l’ex presidente del Consiglio non è candidato per una scelta di opportunità politica.

Vetere all’improvviso si sveglia dal torpore e dice «alt, Talerico cerca di spostare il problema, perché il Put è soprattutto nel centrodestra. Il centrosinistra è diviso, ma perché si discute. Nel centrodestra non si discute affatto». Il sindaco adesso rimesta nel torbido incontrando il perfido sorriso della Grippo. Vetere ricorda la vicenda di Silvia, figlia di Pinuzzo (come lo chiama Tansi) Gentile che era stata cacciata dal Comune di Cosenza ed ora richiamata per tenersi saldi i voti di famiglia. Vetere quindi passa alla cassa e chiede a Talerico il conto di due anni di «amministrazione ridicola» soprattutto sul fronte sanitario. E per sottolineare le contraddizioni del centrodestra, tira fuori dal taschino Mario Oliverio: «L’avete messo in croce (lo slang locale rende ancor di più), ed ora dite che la pandemia l’ha gestita lo Stato».

Tansi contro tutti

La seconda parte della trasmissione si apre con Tansi nelle vesti del mattatore. La Grippo in realtà lo ha provocato con immagini di repertorio che lo contrappongono ad Aieta e a Sapia all’epoca organico ai 5 stelle. Dopo aver liquidato le due questioni il discorso si sposta sullo scontro con Salvini e sull’annunciata querela del Capitano per le frasi dette da Tansi che non ci pensa proprio a ritirare, anzi, se possibile, aggravando il peso specifico delle stesse in tema di candidature chiacchierate.  Talerico fa valere tutti i principi del garantismo di centrodestra, ribadendo la bontà delle scelte della coalizione.

Vetere continua a trovarsi d’accordo col vecchio amico Tansi, ricordando, in tema di rapporti tra politica e ndrangheta, un vecchio brocardo: le elezioni non si fanno per vincere, ma per governare. Largo quindi alla competenza.

Talerico però insiste sull’alleanza con persone che disistima e rilancia: «Carlo sei un bravissimo geologo, ma di politica non capisci niente». Tansi prova ad uscirne in qualche maniera, idolatrando la Bruni, ma forse la pezza è peggio del buco: «Io non sono alleato con nessuno».

In suo soccorso, punzecchiato dalla Grippo, arriva Vetere che condivide il pensiero di Tansi: «Il problema è che una parte importante del Pd non si è scrollato di dosso quel ruolo che si è dato di essere i padroni di una parte della politica calabrese. Il malessere del Pd è portare un solo nome, Mario Oliverio, tanto più che sono candidati i suoi. Il problema reale è che Carlo non è riuscito a fare esplodere in toto le contraddizioni».

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