Elezioni Città Metropolitana, maggioranza risicata per Falcomatà. Sera pronto a lasciare

VIDEO | A Reggio Calabria cinque gli eletti per il centrodestra nonostante i 'tradimenti' di Anghelone e Iatì. Bene Fi che piazza tre consiglieri e Fdi, Lega spaccata in città. Niente da fare per Italia Viva che rimane fuori. E de Magistris piazza il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Riccardo Tripepi
25 gennaio 2021
09:55
Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà
Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà

È una maggioranza piuttosto risicata quella che viene fuori all’esito delle operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio metropolitano di Reggio Calabria. La nuova assemblea, formata da 14 componenti, vede otto consiglieri a sostegno del sindaco Giuseppe Falcomatà, cinque provenienti dalla lista del Pd e degli altri partiti tre da S’Intesi, la lista del primo cittadino, a fronte dei cinque ottenuti dal listone del centrodestra e del seggio conquistato dalla lista dei sindaci della Piana che ha eletto il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia, referente di DemA e vicinissimo alle posizioni di Luigi De Magistris.

Il voto nel centrosinistra

Il centrosinistra si aspettava di più dalla consultazione e anche per avere una maggioranza più larga aveva presentato due liste. I noti errori sulle quote rosa nella composizione della lista S’Intesi hanno fatto saltare due candidature e molti voti si sono dispersi sia a Reggio che in Provincia.


Il sindaco elegge nella sua lista i fedelissimi Armando Neri, che con ottime possibilità andrà a fare il vicensindaco, e Carmelo Versace, ma non Domenico Mallamaci e Giuseppe Giordano che masticano amaro.

Nella lista dei partiti, poi, è già polemica aperta. Gli eletti della lista sono 5: Giuseppe Ranuccio (sindaco di Palmi e il più votato), Giuseppe Marino, Domenico Mantegna, Filippo Quartuccio e Nino Zimbalatti.

La Provincia batte la città e non è un buon segnale considerando che con il voto ponderato i consiglieri comunali reggini avrebbero dovuto avere un peso maggiore.

Sera pronto a lasciare?

La mancata elezione di Giuseppe Sera poi ha già aperto una crisi con lo stesso consigliere comunale che annuncia un possibile abbandono su facebook. «Grazie ai miei amici per la loro preferenza! – scrive Sera -Una buona esperienza che segna un nuovo cammino politico-amministrativo. Pur non essendo riuscito ad essere eletto alla città metropolitana, purtroppo è mancato un solo voto degli amministratori della mia maggioranza, l'occasione mi ha fatto riflettere e mi consentirà di rivedere una posizione che da tempo mi stava scomoda, sempre al servizio dei cittadini. Un augurio di buon lavoro ai colleghi eletti».

Niente da fare per Italia Viva che non vede premiata la strategia che avrebbe dovuto portare all’elezione di Giovanni Latella, rimasto poi escluso per defezioni sul territorio provinciale.

Il mancato apporto di Anghelone e Iatì

A gongolare è Leu per l'elezione sia di Quartuccio (vicino a De Gaetano) che dello stesso Mantegna (vicino ad Alex Tripodi), sul quale secondo gli spifferi di corridoio sarebbe confluito, a sorpresa, il voto di Saverio Anghelone della lista “Cambiamo con Toti”.

Un dato che se confermato renderebbe più povero del previsto il risultato del centrodestra che ottiene cinque consiglieri, ma avrebbe potuto ottenerne uno in più se sulla lista fossero confluiti i voti di Anghelone e di Filomena Iatì (gruppo Angela Marcianò) che, rompendo il silenzio elettorale nella giornata di sabato, aveva annunciato la sua astensione in segno di protesta contro la decisione di svolgere ugualmente le elezioni nonostante la pandemia in atto.

Il voto nel centrodestra

Nel listone del centrodestra la parte del leone la fa Forza Italia, per la soddisfazione di Francesco Cannizzaro, che vede eletti tre consiglieri: Giuseppe Zampogna, Domenico Romeo e Pasquale Ceratti. Uno va a Fdi con Rudi Lizzi, primo cittadino di Gerace e secondo eletto della lista, e uomo prescelto dal commissario provinciale Denis Nesci che ha immediatamente sottolineato il buon risultato ottenuto dalla lista. Quinto consigliere è l’ex candidato sindaco della Lega Nino Minicuci salvato in extremis dall’intervento di Matteo Salvini che ha chiamato tutti alla vigilia del voto per far convergere i voti leghisti su di lui. Un richiamo che è servito solo in provincia però. Da Reggio l’unico voto per Minicuci è il suo, in quanto Anghelone avrebbe votato altrove, mentre De Biasi, vicino a Tilde Minasi, ha scelto Rocco Campolo. A conferma delle difficoltà della Lega sul territorio che non sembrano certo evaporate dopo le ultime scelte di Salvini per la sostituzione di Cristian Invernizzi.

Giornalista
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