Bova Marina al voto dopo il commissariamento per l'inchiesta di mafia

Sfida generazionale per la guida del Comune: Saverio Zavettieri contro Andrea Zirilli. All'esperto politico di anima socialista si contrappone un giovane professionista con la passione per il sociale 

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di Giovanni Verduci
27 aprile 2019
21:31

I cittadini di Bova Marina ritorneranno alle urne il prossimo 26 maggio. Nel centro propulsore dell’Area grecanica le elezioni comunali si svolgeranno dopo un lungo periodo di commissariamento. Saranno due le liste a contendersi la vittoria finale: “Uniti per Bova Marina”, guidata dall’ex parlamentare Saverio Zavettieri, e “Cambiamo Bova Marina” che avrà quale candidato sindaco Andrea Zirilli.

Sarà una sfida fra l’esperienza politica di Zavettieri e le idee giovani dell’ex presidente della Pro loco bovese.

 

La lista "Uniti per Bova Marina"

Saverio Zavettieri potrà contare sul supporto, in qualità di candidati consiglieri comunali, di: Maria Luisa Napoli, Bruno Salvatore Autelitano, Elvira Tuscano, Giuseppe detto “Pino” Autelitano, Giuseppe Favasuli, Alfredo Licordari, Francesco detto “Cillo” ORalndo, Giovanni Battista Panzera, Francesco Plutino, Pietro Tuscano, Vadalà Filippo e Silvio Cacciatore.

La lista "Cambiamo Bova Marina"

Con la lista “Cambiamo Bova Marina”, invece, saranno candidati: Giovanni Antonino Crea, Antonino D’Aguì, Carmelo Faenza, Maurizio Foti, Ferdinando Giuseppe Nucera, Domenico Rodà, Immacolata Spinella, Antonio detto “Totò” Stilo, Patrizia Lucrezia Tuscano, Angela Zavettieri, Michelle Camillo Maria detto “Mario” Zirilli e Giuseppina Errante.

Al voto dopo il commissariamento

Bova Marina torna al voto dopo quasi di anni di stagione commissariale. Lo scioglimento del Consiglio comunale ha trovato origine in un’inchiesta giudiziaria. L’accesso antimafia, infatti, è stato disposto nel gennaio del 2017 dal prefetto di Reggio Calabria dopo l’arresto del sindaco Vincenzo Crupi, posto ai domiciliari nell’ambito di una inchiesta della Dda reggina con l’accusa di corruzione in relazione all’appalto per la raccolta dei rifiuti nel suo Comune, «controllato», secondo l’accusa, dalla cosca Iamonte, uno dei gruppi storici della 'ndrangheta. Crupi si era poi dimesso il 9 dicembre ed il prefetto aveva sospeso il Consiglio comunale nominando un commissario.

L'operazione "Ecostistema"

Il tutto era iniziato nel dicembre del 2016. 14 le persone che erano finite in carcere, a vario titolo. Pesanti le accuse nei loro confronti. L’operazione “Ecosistema” era basata su accuse di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata libertà degli incanti, violenza privata. Ed ancora estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, tutte ipotesi aggravate dall’aver agito con modalità mafiose e per agevolare la cosca di riferimento.

 

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