Elezioni, la strategia del Viminale per rinviare regionali e comunali a settembre

La ministra dell'Interno Luciana Lamorgese avrebbe proposto uno slittamento del voto durante l'ultimo Consiglio dei ministri. La situazione sembra fare comodo un po' a tutti i partiti ma potrebbe trovare l'opposizione di Fratelli d'Italia

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di Redazione
23 febbraio 2021
14:23
La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese
La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese

Se il Governo proponesse uno slittamento delle amministrative in programma a giugno, per ragioni di sicurezza legate alla pandemia e alla campagna vaccinale che restano priorità assolute, i partiti non si opporranno, anzi. È quanto si legge in un articolo pubblicato oggi su Repubblica dove si sostiene che qualche obiezione potrebbe arrivare solo da Fratelli d’Italia, ma non dovrebbe essere un grosso problema.

In Calabria le regionali sono state già spostate dal 14 febbraio all’11 aprile e farlo nuovamente sarebbe complicato. A ciò si cerca di porre rimedio. Gli ultimi dati sulla diffusione del virus e i clamorosi ritardi della campagna vaccinale, potrebbero essere per l’ennesima volta la giustificazione del bissato rinvio. La situazione calabrese è stata usata come pretesto dalla neo titolare dell’Interno Luciana Lamorgese in Consiglio dei ministri per allargare la discussione alla possibilità di differire tutte le elezioni previste da qui a giugno.


Si vocifera che esista già una data prestabilita: domenica 19 settembre. Come riporta l’articolo a firma di Giovanna Vitale.

Avrebbero replicato sia il leghista Giorgetti che il dem Guerini: «Se per l’emergenza si sceglie di rimandare», hanno concordato entrambi, «almeno si faccia subito, per rispetto degli amministratori locali». C’è urgenza perché la decisione va presa entro il 15 aprile per quanto riguarda i comuni.

Stando a Radio Parlamento sarebbero già tutti d’accordo, non ci dovrebbe essere alcun impedimento da parte delle forze politiche se il voto dovesse essere procrastinato. I partiti, ora soci di governo, dovrebbero scontrarsi in campagna elettorale proprio nel periodo, tra pandemia e Recovery plan, in cui l’esecutivo Draghi avrebbe più bisogno di unità sugli scottanti temi.

«Noi non abbiamo chiesto nessun rinvio – incalza Matteo Salvini -, ma il ministero dell’Interno deve farci capire: se ci sono le condizioni di sicurezza, noi siamo pronti. Se non ci sono, ce lo facciano sapere per tempo».

«Esiste un principio di prudenza - per Federico Fornaro di Leu - che non andrebbe mai trascurato, lo stesso che ha suggerito al presidente Mattarella di non portare il Paese al voto nel mezzo della pandemia».

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