Elezioni Reggio, Siclari cerca candidati per Minicuci. E il silenzio di Cannizzaro preoccupa

Centrodestra in affanno: il senatore azzurro manda messaggi ovunque: «Chi vuole candidarsi mi contatti». Mentre il deputato pare inabissato e medita un disimpegno nella costruzione delle liste

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di Consolato Minniti
15 agosto 2020
12:02

A.A.A. cercasi candidati a sostegno di Nino Minicuci. Sembra più un annuncio disperato che una vera volontà di coinvolgimento popolare quello che viene fuori dal messaggio broadcast inviato dal senatore di Forza Italia Marco Siclari. Sui cellulari di diversi contatti è giunto un whatsapp piuttosto strano: «Stiamo completando le liste a sostegno di Nino Minicuci candidato sindaco di Reggio Calabria, supportato dalla coalizione di centrodestra. Mercoledì completeremo le liste». E fin qui tutto bene. Potrebbe essere una mera comunicazione di servizio per far comprendere come si stia lavorando alacremente per portare al mulino di Minicuci liste forti e credibili, in grado di competere con quelle varate da Falcomatà, in vista dell’ormai imminente competizione elettorale. 

Candidati col passaparola

Poi, però, arriva il cuore del messaggio che lascia più di qualche perplessità: «Se conosci qualche nostro valido concittadino che può e vuole dare un supporto politico a Reggio Calabria ed elettorale al candidato Minicuci, CANDIDANDOSI IN PRIMA PERSONA, contattami prima possibile. Ho sempre creduto che ciascuno di noi può essere direttamente ed indirettamente di aiuto alla nostra città. Dobbiamo crederci». Sì, avete letto bene: il senatore Siclari è in cerca di candidati e lo fa chiedendo aiuto alla popolazione con passaparola. Provoca un certo imbarazzo, effettivamente, pensare che un partito come Forza Italia debba fare ricorso, anche solo per liste civiche, ad uno “scouting” di strada per poter racimolare qualche candidato così da completare le liste. Perché, si sa, politici non ci si può improvvisare da un giorno all’altro e le preferenze non si raccolgono nel giro di pochi giorni. 


Sarà forse che le annunciate 5 liste civiche, da parte di Siclari, nel suo sostegno a Minicuci, non siano poi così certe come appariva pochi giorni fa? Il senatore forzista, infatti, nel Minicuci-day aveva fatto un balzo in avanti, dichiarando di avere pronte queste fatidiche cinque liste. Oggi, il messaggio broadcast suggerisce che le stesse siano probabilmente pronte più nelle intenzioni che nella realtà. 

Il silenzio di Ciccio Cannizzaro

E sarà un bel problema per il candidato a sindaco del centrodestra, se nessuno dovesse rispondere all’appello di Siclari. La situazione per Minicuci non è delle più rosee, in virtù soprattutto del ritardo con cui la coalizione lo ha designato quale candidato a sindaco. Perché se Siclari ricorre ad una selezione diffusa, dalle parti di Cannizzaro continua a regnare un rumorosissimo silenzio. Dal giorno in cui Minicuci è divenuto l’uomo di riferimento del centrodestra, il parlamentare reggino sembra aver perso la parola. Così, mentre coloro che lo avevano seguito armi e bagagli nella durissima battaglia per avere un candidato “indigeno” si chiedono dove sia finito, Cannizzaro non ha chiarito quale sarà il suo impegno per sostenere un candidato dell’intera coalizione. In verità, il deputato azzurro, ingoiato il rospo di una candidatura mai veramente digerita, pare non abbia intenzione di spendersi più di tanto nella costruzione delle liste. Come dire: “avete deciso così? E adesso vedetevela voi”.

La preoccupazione della Lega

Un atteggiamento che sembra provocare non poca preoccupazione anche all’interno della Lega, dove esponenti locali di rilievo hanno fatto trapelare tutto il loro disappunto per la situazione che potrebbe nuocere non poco alla corsa di Minicuci e chiedono con forza una presa di posizione pubblica dell’ex delfino di Antonio Caridi. Ed allora non rimane che attendere “l’oracolo Cannizzaro” per capire se effettivamente l’uomo col peso politico maggiore in questo momento a Reggio, scenderà in campo con l’artiglieria pesante, oppure lascerà la scena agli altri, di fatto limitandosi ad un patto interno di non belligeranza. Dall’altra parte, Falcomatà gongola, vedendo all’orizzonte una possibile riconferma che, solo pochi mesi fa, appariva pura fantascienza.

Giornalista
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