Terremoto Callipo sulle Regionali: torna l’ipotesi di accordo tra Pd e M5s

Il rientro in gioco dell'imprenditore vibonese riapre la partita nel centrosinistra e all'interno del Movimento. Gli anti-Oliverio al settimo cielo. Orrico e Tucci già al lavoro per ricostruire l'intesa con i dem, e Dieni si appella a Rousseau

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di Riccardo Tripepi
30 novembre 2019
14:12

Un nuovo e clamoroso colpo di scena nella più tormentata campagna elettorale che la Calabria abbia mai conosciuto. L’imprenditore Pippo Callipo ci ripensa e annuncia la sua rinnovata disponibilità a candidarsi come futuro governatore. Non spiega chiaramente alla guida di quale coalizione lo farà, ma da Roma segnalano contatti precisi con Nicola Zingaretti prima della diffusione della nota stampa che rimescola ancora le carte quando mancano meno di trenta giorni alla scadenza del termine per la presentazione delle liste.

Zingaretti: «Il nostro massimo sostegno»

E del resto tra i primi a commentare positivamente la decisione del re del tonno è proprio il segretario nazionale del Pd: «La candidatura di Callipo è l’elemento di grande novità politica e di spinta al cambiamento di cui la Calabria aveva bisogno - scrive in una nota Nicola Zingaretti-. Il Partito Democratico lo sosterrà con il massimo impegno e garantirà la stessa carica innovatrice e rigeneratrice che mette in campo la sua candidatura. Ora tutto il Pd calabrese si unisca intorno a Callipo. Lo stesso lavoro deve essere rivolto a creare un’alleanza vasta, civica e politica. Un nuovo progetto per fermare le destre».

Gli anti-Oliverio in brodo di giuggiole  

Ma le reazioni positive in casa Pd si sono moltiplicate con il passare dei minuti. Entusiasta il capogruppo del partito in Consiglio regionale Mimmetto Battaglia. «Esprimo assoluto gradimento per la scelta e ringrazio Callipo. È il candidato del Pd e su di lui chiediamo l'unità del centrosinistra per battere una destra che vuole riprendersi la Regione. La sfida ora è possibile. Callipo mette in campo trasparenza e capacità d'impresa, valori importanti e già vincenti nella nostra terra e sono sicuro che con lui potremo trovare attorno la quadra. Faremo le nostre liste per vincere». E sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il segretario provinciale del Pd di Vibo Enzo Insardà: «Non possiamo che accogliere con grande piacere e soddisfazione la candidatura di Pippo Callipo alla Presidenza della Regione Calabria. Finalmente il Partito Democratico ha a disposizione una personalità importante insieme alla quale rafforzare e proseguire il percorso di rigenerazione. Abbiamo l'ambizione di costruire un progetto rinnovato che ci permetta di includere e di fare un percorso insieme alle forze civiche, alle formazioni sociali, all'associazionismo, ai movimenti politici ed a tutti quei cittadini volenterosi di dare un contributo sincero, ben al di là della politica degli apparati. Da oggi siamo tutti impegnati in questa nuova fase, al servizio della Calabria onesta, laboriosa e solidale a cui dobbiamo rispetto e serietà».

E se la candidatura di Callipo ambisce, chiaramente, ad attirare anche altri esponenti civici della galassia di centrosinistra, a partire dal movimento delle sardine fino a quello che fa capo a Carlo Tansi, il suo effetto dirompente si misurerà anche in altre due direzioni.

 

Il governatore deve dire addio al simbolo

La prima riguarda Mario Oliverio che, a questo punti, è destinato a dire un addio definitivo alla possibilità di correre con il simbolo del Pd. Il governatore uscente sembrava poter tornare in campo visto che il suo partito non trovava candidati all’altezza e, per qualche ora, si è anche ipotizzato che potesse prendere parte al vertice romano fissato nella sede del partito per martedì prossimo. Adesso l’unica sua possibilità è quella di correre in autonomia fuori dai democrat.

Carte rimescolate anche nei Cinquestelle

La seconda direzione coinvolge i Cinque Stelle che adesso avranno il loro bel da fare per restare compatti e mantenere la scelta di correre in autonomia con Francesco Aiello. Callipo è il nome sul quale si era puntato dall’inizio per un accordo tra Pd e Movimento e tantissimi big grillini, a partire dal sottosegretario Anna Laura Orrico e per finire al portavoce del partito alla Camera Riccardo Tucci, sono pronti a rimettere tutto in discussione per provare a costruire una coalizione civica in grado di essere competitiva il prossimo 26 gennaio.

La prima apertura che propone di far decidere la piattaforma Rousseau sul nome di Pippo Callipo è della deputata reggina Federica Dieni. «Penso che tutte le decisioni debbano passare su Rousseau, anche l’eventuale sostegno al candidato Callipo, che oggi si è nuovamente proposto come candidato».

Centrodestra costretto a darsi una mossa

Infine, questa decisione, pare destinata a provocare un’accelerazione anche nel centrodestra che, fino al momento, adagiandosi su quella che sembrava una facile vittoria si è perso in diatribe interne e veti incrociati.

Il nome di Callipo, specialmente se dovesse ricompattare Pd, Cinque Stelle e forze civiche, diventerebbe un competitor d reale e concreto in grado di azzerare immediatamente i giochetti interni a Forza Italia, Lega e Fdi.

 

Riccardo Tripepi

Giornalista
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