Ex tribunale a Rossano, si riaccende la battaglia istituzionale

Il 21 ottobre l’Intergruppo parlamentare per la Geografia giudiziaria ascolterà le istituzioni, le associazioni forensi ed il comitati civici della Sibaritide. Invitato anche il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. La deputata Scutellà: «Impegno concreto contro una decisione che ha penalizzato il territorio»

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di Marco  Lefosse
26 settembre 2019
14:06

Si riaccende la battaglia istituzionale per restituire alla Sibaritide un presidio di Giustizia che gli era stato tolto con la riforma giudiziaria varata con il decreto legge 156/2012. Il prossimo 21 ottobre, infatti, il neonato Intergruppo parlamentare per la Geografia Giudiziaria, voluto dalla portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, Elisa Scutellà, che oggi lo presiede, inizierà il giro di audizioni di tutte le forze istituzioni, sociali e forensi dei trentuno territori italiani che hanno subito lo scippo di quelli che vennero definiti tribunali minori o – nell’accezione peggio digerita – “tribunalini”.

La prima ad essere “udita” sarà la delegazione di Corigliano-Rossano, di quella città che a conti fatti dalla Riforma Severino ne è uscita più con le ossa rotte, con la soppressione di un Tribunale che alla fine – a detta di tutti, anche di quei parlamentari che votarono Sì alla Riforma -  non doveva essere assolutamente soppresso.


Per Rossano fu una riforma “no sense”

E di motivi per sostenere che l’accorpamento del presidio di Rossano a quello di Castrovillari è stata una scelta “no sense” ce ne sono a iosa: dall’estensione oltre misura della giurisdizione giudiziaria per finire all’alto tasso di criminalità organizzata (che forse spara, ma nemmeno più di tanto, rispetto ad altre zone della Calabria ma che è dilagante e persistente), passando per la carenza di trasporti e di accesso al tribunale del Pollino. Tutte motivazioni valide – e ce ne sarebbero tantissime altre ancora – che oggi hanno portato il Presidio del Pollino ad un oggettivo stato di difficoltà ad operare  confermato, non molto tempo fa ,anche dallo stesso procuratore capo Eugenio Facciolla.

La vicenda ritorna nelle stanze romane

Quindi, il fatto che Corigliano-Rossano (che nel frattempo è diventata anche la terza città della Calabria) non possa continuare a rimanere senza un suo Palazzo di Giustizia è un dato acclarato. Da tempo. La novità, però, sta nel fatto che mai come negli ultimi tempi la questione è stata affrontata di petto anche nelle sedi istituzionali nazionali.

Mentre prima, infatti, la lotta per il Tribunale rimaneva circoscritta alla Sibaritide ora qualcosa sembra muoversi anche in Parlamento. E questo – c’è da ammetterlo -  grazie all’impegno della deputazione della Sibaritide e principalmente del deputato 5 stelle, Elisa Scutellà. Che incalzata dal territorio, dai movimenti civici e forensi, ma anche perché all’epoca della battaglia contro la soppressione si è trovata nelle barricate, ha fondato quell’intergruppo parlamentare per la Geografia Giudiziaria che vuole creare le basi per salvare quanto ancora c’è da salvare in quella riforma. Con il sogno, magari, di restituire alla Sibaritide e a Corigliano-Rossano il maltolto.

Scutellà: «Impegno concreto»

«In qualità di presidente dell’Intergruppo Geografia Giudiziaria – fa sapere oggi Elisa Scutellà - ho fissato il 21 ottobre come giornata in cui partiranno a Roma le audizioni su un tema che mi sta a cuore e sul quale ho sempre pensato che fosse necessario dare la parola a chi ha vissuto e combattuto in prima linea la scellerata riforma che ha portato, tra gli altri, alla chiusura del Tribunale di Rossano».

Saranno ascoltati la delegazione dei dipendenti dell’ex tribunale, guidata dal cancelliere Cesare Rossi; la componente del Comitato di coordinamento per la difesa della giustizia di prossimità nel territorio della Repubblica italiana nonché componente del “Gruppo d’Azione per la Verità”, Dora Mauro, il presidente del Comitato civico “Sei da salvare”, Maurizio Minnicelli ed il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che all’epoca della protesta contro la chiusura fu in prima linea per scongiurare la soppressione.

«Sarà una giornata di confronto ed ascolto – precisa la deputata - in cui verrà fatta luce sulle criticità ed i disservizi che tale riforma ha cagionato al nostro territorio tanto da definire questa pregiudizievole decisione il cosiddetto “caso Rossano”. Continuerò a lottare – conclude la Scutellà - e non abbasserò mai la testa né girerò le spalle di fronte a questa irragionevole ed iniqua decisione».

 

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Giornalista
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