Fiumefreddo Bruzio, è bufera sul neoeletto in maggioranza

Sui social diffusa un'immagine del candidato che sembrerebbe fare il saluto romano. Ma i'interessato nega ogni possibile riferimento al nazifascismo 

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di Francesca  Lagatta
29 maggio 2019
10:58
Il neoeletto sembra mimare il saluto romano
Il neoeletto sembra mimare il saluto romano

L'ex magistrato in servizio alla Corte d'Appello di Catanzaro, Fortunato Rosario Barone, non ha fatto nemmeno in tempo a gioire per l'elezione a sindaco di Fiumefreddo Bruzio, che già la sua vittoria è stata costellata di polemiche e veleni. Nella giornata di ieri, infatti, sui social è stata diffusa una immagine di un suo candidato, tra i più votati della lista, che sembrerebbe mimare il saluto romano, simbolo incontrastato del periodo nazi-fascista e per questo rigorosamente vietato dalla legge. Per di più, il gesto è stato immortalato mentre l'uomo, intento a salutare la folla dopo l'elezione, è apparso su un balconcino tra le bandiere dell'Italia e dell'Europa.

«Gli avversari non hanno accettato la sconfitta»

In questa storia il condizionale è d'obbligo, perché tra le centinaia di commenti apparsi sui social, si leggono anche quelli di coloro che sostengono che l'immagine sia fuorviante. Stante a quello che viene riportato, l'uomo avrebbe salutato la folla con entrambe le mani sollevate in avanti, sollevando prima una e poi l'altra, e che invece lo scatto sia stato fatto di proposito per screditare il neoeletto consigliere di maggioranza, forse da parte di chi non avrebbe mandato giù la cocente sconfitta. A tal proposito, gli stessi commentatori ritengono che del saluto a due mani vi sia prova fotografica su un account Instagram, di cui però al momento sulla piattaforma di Mark Zuckerberg non c'è traccia. Contemporaneamente, qualcuno tenta la via della diplomazia: «E' una ragazzata, non bisogna tenerne conto». 

«Un fatto gravissimo»

D'altro canto, tra gli internauti, i più solo coloro che in tali affermazioni leggono un grottesco tentativo di difendere l'uomo, che rischierebbe l'espulsione dal consiglio comunale. I commenti si sprecano: «non difendiamo l'indifendibile», «un fatto di una gravità inaudita», «provo vergogna per lui e per chi gli ha dato fiducia», ovunque è un crescendo di sdegno e imbarazzo. 

La sua difesa: «Viva l'Italia antifascista»

La replica del diretto interessato non è tardata ad arrivare. «In queste ultime ore - ha scritto pubblicamente - sono stato oggetto, su questo social, di un attacco mediatico utilizzando artatamente una foto che mi ritrae nell'atto di un normale saluto ai cittadini di Fiumefreddo. Ho appreso dell'esistenza di questa foto sempre dai social, foto che assolutamente non mi appartiene e che nemmeno ho pubblicato io personalmente.
Mi rattrista l'esser finito in questa gogna mediatica, considerata la mia cultura politica, personale e familiare di assoluto rispetto della Costituzione italiana e dell'antifascismo.
E' antistorico immaginare che, alle porte del 2020, un laureando in scienze politiche - come lo scrivente - possa promulgare o pubblicizzare un qualunque gesto riconducibile ad un momento storico che evoca tristissimi ricordi ed ha caratterizzato negativamente il nostro Paese». Poi conclude: «Ad ogni buon fine, chiedo scusa a coloro i quali hanno interpretato, magari in buona fede, il mio saluto riprodotto in quella foto che aveva come unico scopo quello di salutare affettuosamente amici e parenti presenti nella piazza sottostante. Viva l'Italia Repubblicana e antifascista!». 

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