«Io non nascondo una vicinanza, nel senso che ci parliamo con Flavio, condividiamo, ma lui non è né iscritto ai Verdi né iscritto a Sinistra Italiana». Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e leader di Europa Verde, chiarisce il rapporto politico con Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano coinvolto nell'inchiesta antimafia Ginestra, e respinge qualsiasi tentativo di interpretare l'assenza di un'appartenenza formale come un ridimensionamento della solidarietà espressa nei suoi confronti. «Questo però non significa nulla e non può essere interpretato come qualcuno che voglia prendere le distanze. Come avete visto mi sono espresso in maniera molto chiara sulla vicenda», precisa durante la puntata del 30 ottobre di Perfidia, il talk di LaC Tv condotto da Antonella Grippo, giornalista, analista politica, autrice e conduttrice, che presenta l'intervento come la prima presa di posizione pubblica del parlamentare sul caso (rivedi qui la puntata su LaC Play).

La distinzione fra appartenenza organizzativa e vicinanza politica, sollecitata dalla conduttrice, consente a Bonelli di precisare la natura del rapporto con un amministratore che ha condiviso negli anni iniziative e sensibilità dell'area ambientalista e progressista, senza però possedere una tessera delle due formazioni che compongono AVS. Una precisazione che il deputato accompagna con una valutazione esplicita sulla persona e sull'attività amministrativa del primo cittadino, attualmente sottoposto a una misura cautelare nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

«È una persona che conosco, ne conosco le qualità di amministratore e anche le qualità personali. È una persona che si mette in gioco, ha grande coraggio anche nel denunciare questioni legate all'illegalità», afferma Bonelli, rivendicando una conoscenza diretta di Stasi che lo ha indotto ad approfondire personalmente la documentazione giudiziaria. «Io ho letto attentamente le contestazioni che sono state fatte al sindaco Flavio Stasi. Devo dire che le ho lette più di una volta», aggiunge, introducendo le proprie perplessità su alcuni elementi della ricostruzione accusatoria.

Le contestazioni e la presunta assunzione in cambio di venti voti

Bonelli premette di riconoscere il valore dell'azione investigativa contro la criminalità organizzata, soprattutto in territori segnati dalla presenza della 'ndrangheta, e richiama il rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento, prima di soffermarsi sul presunto accordo elettorale che sarebbe intervenuto attraverso contatti fra soggetti indicati come appartenenti ad ambienti malavitosi.

«Stiamo parlando di una contestazione di un incontro tra due esponenti, diciamo, malavitosi [...] di una promessa di assunzione la cui prova che il sindaco avrebbe dato il suo assenso non ci sarebbe», sostiene il deputato, individuando nella mancata dimostrazione, secondo la sua lettura degli atti, dell'assenso di Stasi uno dei passaggi che considera maggiormente problematici.

Il parlamentare delimita tuttavia con precisione la portata delle proprie osservazioni: «Uso il condizionale rispetto agli atti che ho letto. Adesso non so se gli inquirenti abbiano altre cose», precisando di riferirsi alla documentazione trasmessa al giudice per le indagini preliminari e richiamando «questa assunzione che poi non ci sarebbe stata in cambio di venti voti».

La valutazione di Bonelli riguarda dunque la consistenza degli elementi che, a suo giudizio, dovrebbero dimostrare il coinvolgimento del sindaco nella presunta promessa, senza negare la gravità dell'ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso né attribuire al numero delle preferenze un significato automaticamente decisivo sul piano penale. L'accertamento della responsabilità resta affidato alla magistratura, mentre il parlamentare sollecita tempi rapidi anche per le conseguenze istituzionali della vicenda.

«Penso che ci sia l'urgenza assoluta che si chiarisca rapidamente, perché c'è in gioco [...] la necessità di dare a una città come Corigliano Rossano una guida e di sapere qual è il suo destino», osserva, collegando la richiesta di chiarimento giudiziario alla situazione amministrativa di uno dei principali centri urbani della Calabria.

«Siamo convinti che dimostrerà la sua assoluta estraneità»

Il passaggio politicamente più impegnativo arriva quando Bonelli richiama la nota diffusa da Fernando Pignataro e Giuseppe Campana, rappresentanti di AVS Calabria, che avevano manifestato solidarietà al sindaco, riconoscendone il percorso amministrativo e l'impegno contro la criminalità organizzata.

«Rinnovo e sottoscrivo il comunicato che hanno fatto Pignataro e Giuseppe Campana, ovvero che per noi Flavio Stasi ha rappresentato un buon amministratore e siamo convinti che dimostrerà la sua assoluta estraneità a questa vicenda», dichiara il co-portavoce di Europa Verde, assumendo personalmente la posizione già espressa dai rappresentanti regionali dell'alleanza.

Non una solidarietà condizionata alla titolarità di una tessera, dunque, ma una vicinanza politica esplicitamente rivendicata, accompagnata dalla convinzione personale che Stasi possa chiarire la propria posizione e dalla cautela con la quale Bonelli distingue le perplessità maturate attraverso la lettura degli atti dagli accertamenti che competono all'autorità giudiziaria.

La scelta di intervenire a Perfidia, sottoscrivendo senza riserve la nota di AVS Calabria e respingendo l'interpretazione della mancata iscrizione come un segnale di disimpegno, attribuisce alla dichiarazione una rilevanza che supera la solidarietà individuale. Bonelli conferma pubblicamente il rapporto politico con Stasi proprio mentre il sindaco affronta una contestazione giudiziaria di particolare gravità, rivendicando la propria conoscenza dell'amministratore e assumendosi la responsabilità delle valutazioni espresse, senza confonderle con un giudizio processuale.

La differenza fra appartenenza formale e prossimità politica, sulla quale Grippo insiste nel corso del confronto, viene così definita direttamente dal parlamentare: Stasi non ha una tessera di AVS, ma Bonelli non intende prendere le distanze da lui, né considera l'assenza di un vincolo organizzativo una ragione per attenuare la solidarietà manifestata. Una posizione destinata a confrontarsi con gli sviluppi dell'inchiesta, nella quale la valutazione degli elementi accusatori e le ragioni della difesa rimangono affidate alle sedi giudiziarie.