Il caso

Frana di Rosarno, gli sfollati adesso invocano l’intervento «diretto e personale» di Occhiuto

Dopo essere saltato l'incontro previsto tra i commissari che guidano il Comune e il governatore, i cittadini chiedono l'immediata messa in sicurezza dell'area interessata dal crollo

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di Agostino Pantano
24 marzo 2022
19:00

«A questo punto, vista l’assenza di buone notizie e l’incertezza amministrativa che notiamo, ci fidiamo solo di un intervento diretto e personale del presidente Roberto Occhiuto». Con queste parole amare Alfredo Corrao, a nome della cinquantina di sfollati dopo il crollo sulla collina di Rosarno, commenta la novità di giornata appresa dai giornali. Lui, assieme ad altre 30 persone che hanno dovuto lasciare le case dopo l’evento alluvionale del 15 gennaio del 2021, continuerà a vivere in un villaggio turistico fino al 30 giugno, visto che il Comune fino a quella data ha comunicato di aver reperito i fondi per pagare l’affitto.

Significa che per ora il loro disagio continua, ovvero che non è ancora pronto il piano per la messa in sicurezza dell’area di via Pitagora, tale da far rientrare Corrao e gli altri nelle case. Una condizione di pericolo che ancora perdura, anzi si aggrava perché sono evidenti sulla collina sabbiosa i segni di recentissimi scivolamenti che fanno vivere ore di nuova ansia. A dire il vero, però, nessuna notizia certa trapela neanche sulla intenzione – che il Comune aveva adombrato nei mesi scorsi – di demolire il palazzo abusivo e pericolante, per uno stallo amministrativo che preoccupa.


«I commissari che guidano l’ente – prosegue Corrao – ci hanno detto che la Regione non è sicura che possa coprire le spese per l’intervento, né quelle per pagare la struttura turistica che ci ospita e che va ringraziata perché fin qui ci ha dato una sistemazione pur non avendo certezza dei tempi». L’invocazione al presidente Occhiuto non è un generico grido d’allarme.

«Visto che è saltato l’incontro che i commissari dovevano avere con lui – specifica Corrao – e visto il sopralluogo infruttuoso dell’assessore Minasi, vorremmo che venisse interrotto il buio che sembra essere calato sul nostro disagio: noi qui non viviamo ma conviviamo in locali di appena 27 mq e dentro abitazioni che solo ideali solo in estate». È una signora anziana, Italia La Rosa, a sintetizzare disagio e aspettative. «Loro pensano – dice l’anziana riferendosi ai commissari – che basti pagare l’affitto, noi invece vogliamo che la zona venga messa in sicurezza  e che noi possiamo rientrare quanto prima nelle nostre case».

Giornalista
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