Elezioni Catanzaro

Fratelli d’Italia valuta la candidatura “soft” del funzionario regionale Giorgio Arcuri

I meloniani del capoluogo vorrebbero evitare di far scendere in campo un big del partito anche per scongiurare attriti con la componente forzista calabrese che sostiene invece Valerio Donato

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di Danilo Colacino
5 maggio 2022
13:35
Giorgio Arcuri
Giorgio Arcuri

Fratelli d'Italia, in cima ai Tre Colli, potrebbe puntare sul profilo del funzionario del settore Avvocatura della Cittadella Giorgio Arcuri quale aspirante successore di Sergio Abramo al vertice di Palazzo De Nobili. Il partito sembrerebbe infatti voler optare per la "linea morbida" in vista delle Amministrative del 12 giugno a Catanzaro, proponendosi con un giovane alfiere anche se in passato più volte in lizza per cariche elettive importanti. Un modo per così dire più soft, in confronto all'indicazione di un big del partito, per rispettare le rigide consegne della leader Giorgia Meloni che ha pronunciato un perentorio e insuperabile niet al sostegno al prof Valerio Donato per la sua chiara matrice personale di candidato a sindaco di sinistra.

Un marchio di fabbrica che il diretto interessato ha sempre rivendicato con orgoglio pur avendo formulato una proposta aperta di governo della città, di conseguenza senza steccati ideologici di sorta. Comunque sia, va preso atto di come la nota parlamentare Wanda Ferro, da molti data come "parecchio dialogante" con i maggiorenti forzisti pro Donato, Giuseppe Mangialavori e Roberto Occhiuto (vale a dire, peraltro, il potente governatore della Calabria), non solo non scenderà in campo in prima persona, sfidando quindi gli altri aspiranti primi cittadini, quanto non vorrebbe più che lo facesse l'assessore regionale esterno Filippo Pietropaolo. Su cui va precisato che la notizia relativa a una possibile candidatura a sindaco, di fatto mai smentita né confermata con tanto di annuncio ufficiale, aveva fatto stizzire lo stesso Occhiuto, dichiaratosi pronto a ritirargli le importanti deleghe assegnate.


Un piccolo caso politico, insomma, o almeno delle scintille in grado di generare, quantomeno a livello locale, un incendio che la deputata Ferro ha dunque voluto evitare. Certo, sebbene il curriculum di Arcuri (già candidato al consiglio comunale nel 2017 con il centrosinistra nella compagine a supporto di Enzo Ciconte mentre a quello regionale nel 2021 con il centrodestra, addirittura nella cosiddetta lista del presidente) sia di un certo spessore, avendo sempre ottenuto risultati ragguardevoli in termine di consensi malgrado la comprensibile delusione di non essere finora riuscito a centrare gli obiettivi prefissati, pare che la base catanzarese di Fdi avesse idee diverse su chi designare per concorrere al prestigioso mandato.

Un ragionamento - tra l'altro esclusivamente basato sulla logica dell'appartenenza e non già sulle qualità umane e professionali di tutti i papabili sindaci meloniani, sia chiaro - che portava invece ai nomi di Pierpaolo Pisano e Rocco Mazza. Ma tant'è, alla fine, il prescelto degli ultimi giorni (mancando una settimana esatta alla scadenza termini per la presentazione delle liste) - lo si ribadisce - dovrebbe essere il citato Arcuri con a supporto un gruppo di aspiranti consiglieri formato soprattutto da giovani, sì carichi di entusiasmo e voglia di partecipare ma alla prima esperienza in un'avventura del genere.

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