Ghetto rom di Gioia Tauro, Marziale si rivolge a Mattarella

VIDEO | Sit in del garante regionale dei minori dentro il quartiere nuovamente sommerso dai rifiuti. Con lui il sindaco che dice: «Serve oltre un milione di euro»

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di Agostino Pantano
11 gennaio 2020
13:39
Marziale alla Ciambra
Marziale alla Ciambra

«Chiedo al presidente Sergio Mattarella una attenzione reale verso il quartiere Ciambra di Gioia Tauro». Si rivolge direttamente al capo dello Stato, il garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza Antonio Marziale, nel suo sit in permanente nella zona che ospita uno dei più grandi insediamenti abitativi dei rom italiani.

E lo fa con al fianco il sindaco Aldo Alessio, perché il Comune in dissesto assiste impotente al ritorno delle colline di rifiuti intorno alle case. «Serve un piano per la pulizia straordinaria e la bonifica – aggiunge il primo cittadino – e io inutilmente già mi sono rivolto alla prefettura e alla Regione: l’obiettivo è poter investire almeno un milione e mezzo di euro».  

Tra le palazzine che sono dell’ente regionale Aterp, si rivive dunque una nuova emergenza. Perché è vero che il quartiere ha finalmente l’illuminazione pubblica e conosce per la prima volta l’asfalto, ma è vero anche che i lavori fatti non evitano alle fogne di fuoriuscire e alla gente di sentirsi trascurata dopo aver avuto i riflettori accesi per qualche tempo.

Per Marziale quello alla Ciambra è un ritorno. Due anni fa, aiutato dalla prefettura e dalla protezione civile unì denuncia e politica del fare, e oggi il suo grido d’allarme sembra un sasso lanciato nello stagno di una campagna elettorale regionale più mediatica che veramente curativa per le tante ferite sociali di questa regione.

Giornalista
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