Guglielmelli al vetriolo: «Ambrogio dice un sacco di fesserie»

La replica del segretario del Pd cosentino sul pasticciaccio delle liste di candidati al consiglio provinciale

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di Salvatore Bruno
7 febbraio 2019
15:53
Luigi Guglielmelli
Luigi Guglielmelli

Non si è fatta attendere la replica del segretario Pd Luigi Guglielmelli, alla ricostruzione offerta da Marco Ambrogio nel corso di una conferenza stampa, in merito all’iter seguito per la presentazione delle liste di candidati al consiglio provinciale di Cosenza. «Se non fosse stato per le diffamazioni e le bugie, sarebbe stato un ottimo pezzo di satira – scrive Guglielmelli - La conferenza stampa di Marco Ambrogio, l'uomo del Pd che però sostiene Forza Italia, è un vero e proprio elenco di fesserie. Ve ne elenco solo alcune».

Tutte le bugie di Ambrogio

«La seconda lista è stata visionata da me e dal segretario dei Giovani Democratici prima del deposito: e quando? Mai successo! Peccato che nessuno di noi ne sappia nulla;

La lista Provincia Democratica è sparita la sera prima: peccato che il presidente Iacucci l'abbia vista la mattina prima del deposito. Uno strano concetto di far sparire le cose;

Il pranzo con i pupari: io a pranzo domenica ho mangiato dai miei, il più buon soffritto della provincia, quello di mia mamma. Se vuoi un giorno te lo faccio assaggiare;

Mi hanno proposto di non candidarmi alla Provincia in cambio della candidatura a Sindaco: ma secondo te, potremmo proporti mai di candidarti a sindaco? Sono un uomo del Pd: ma se sei un uomo del Pd, perché non ti distacchi apertamente da Forza Italia e dal sindaco Occhiuto? Perché hai fatto una piattaforma con i suoi consiglieri, assessori, con i suoi uomini, lavorando nemmeno troppo sottobanco per la sua candidatura alle regionali?»

Valuterò querela per diffamazione

Detto questo – insiste Guglielmelli rivolgendosi direttamente ad Ambrogio - potrei raccontare tantissime conversazioni e confessioni private, ma sono un signore e non si dicono in pubblico le cose che mi hai confessato in privato. Su una cosa, però, non transigo: che ci si riferisca a me parlando di metodi ndranghetistici e altro. Ma valuteremo, insieme al mio legale a cui ho già dato mandato, se quello che dici integra fattispecie penali. Perché un conto è la politica, che mi pare tu disconosca, un conto è la diffamazione».

Giornalista
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