L’inchiesta Helios scuote Reggio Calabria ma la politica fa finta di nulla

Nonostante risultino coinvolti vicesindaco, assessori, consiglieri e capogruppo del Pd, il maggiore partito di maggioranza, nessuno ha intenzione di affrontare la questione. E Falcomatà parla di giustizia ad orologeria

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di Riccardo Tripepi
10 giugno 2020
14:32

La politica fa spallucce davanti al nuovo terremoto giudiziario provocato dall’operazione Helios che ha fatto le pulci alla gestione di appalti ed assunzioni nella Città di Reggio dove cambia il colore delle Amministrazioni, il nome delle società coinvolte, ma non le prassi in uso.

 

Ovviamente i soggetti indagati si difenderanno nel processo dalle accuse e ci si augura possano dimostrare la propria innocenza, ma un’Amministrazione comunale che vede coinvolti vicesindaco, assessori e consiglieri compreso il capogruppo del Pd, il maggiore partito di maggioranza, avrebbe dovuto almeno avvertire l’esigenza di un confronto interno. La stessa esigenza l’avrebbe dovuta avvertire anche in un partito che si conferma garantista a corrente alternata e sguaina la spada del giustizialismo a convenienza. Invece niente di tutto questo.

 

Il sindaco Giuseppe Falcomatà ha espresso la propria vicinanza ad Armando Neri, Antonino Castorina, Giovanni Muraca, Filippo Quartuccio, Rocco Albanese, ma anche all’ex sindaco di Taurianova Fabio Scionti e all’ex consigliere regionale Giovanni Nucera, parlando di giustizia ad orologeria. Riferendosi, evidentemente, ad una presunta coincidenza fra questa operazione e le imminenti elezioni comunali. Anche questa una affermazione piuttosto singolare considerando che le elezioni erano state fissate per maggio e solo il coronavirus ne ha determinato il rinvio. La voglia, insomma, pare quella di fare finta di niente e di minimizzare l’accaduto senza neanche la necessità di una verifica interna in attesa del giudizio. Silenzio tombale, invece, dal Pd nazionale e regionale che di certo non potrebbe fare nulla. Neanche commissariare il partito, considerando che è già commissariato da anni, anche se della presenza di Giovanni Puccio si sono accorti in pochi.

 

Neanche dall’opposizione di centrodestra arrivano particolari reazioni. Né poteva essere altrimenti considerando i precedenti delle passate amministrazioni e che, soprattutto, nell’indagine è finita anche Domenica Catalfamo, assessore della giunta guidata da Jole Santelli, e vicinissima alle posizioni del deputato Francesco Cannizzaro che, almeno fino al momento, continua a tenere la guida della coalizione che dovrà affrontare le prossime comunali in riva allo Stretto. Jole Santelli non si è ancora pronunciata, anche se dai Cinque Stelle la senatrice Bianca Laura Granato ha chiesto alla presidente di mandare a casa il componente dell’esecutivo.

 

Per quel che riguarda Reggio, per la settimana prossima è stata convocata un’interpartitica per fare il punto della situazione. Nel mezzo però ci sarà la visita a Reggio Calabria di Matteo Salvini che sabato arriverà per inaugurare la nuova segreteria del partito che ha appena rinnovato il direttivo. Il leader arriva in città per dare nuova linfa al partito dopo la figura barbina rimediata con l’approvazione, e la successiva immediata abrogazione, della legge sui vitalizi in Consiglio regionale e per sanare i non pochi contrasti interni al Carroccio. I bene informati si aspettano una presa di posizione su quanto avvenuto a Reggio e in Regione e probabilmente un atteggiamento diverso della Lega in coalizione volto a ridimensionare il ruolo di Forza Italia. Da verificare soprattutto quale sarà la posizione di Salvini sulla posizione dell’assessore Catalfamo che potrebbe dire molto dello stato di salute dei rapporti con Jole Santelli.

Giornalista
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