Ineleggibilità e incompatibilità di Molinaro (Lega), il caso si discuterà domani

VIDEO | La questione è stata sollevata dall'ex candidato Luigi Novello, piazzatosi alle spalle del consigliere regionale alle scorse elezioni e risultato il primo dei non eletti nella circoscrizione nord per il partito del Carroccio

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di Francesca  Lagatta
7 giugno 2020
21:10

A Pietro Molinaro, esponente calabrese della Lega, non spetterebbe l'incarico di consigliere regionale perché ineleggibile e incompatibile. È quanto sostiene l'ex candidato Luigi Novello, che alle ultime elezioni calabresi ha corso nello stesso partito di Molinaro piazzandosi alle sue spalle e risultando il primo dei non eletti nella circoscrizione nord: 5.613 preferenze per il neo consigliere contro i 5.001 del fisioterapista di San Lucido. Insieme ai suoi legali Novello ha raccolto una serie di informazioni che, se verificate, potrebbero alla decadenza l'ex volto della Coldiretti Calabria. Domani, salvo imprevisti, la giunta delle elezioni si riunirà per discutere del caso.

I ruoli che mettono a rischio l'elezione

Molinaro ricopre il ruolo di presidente del cda e amministratore dell'Ars Calabria, società partecipata dell'Ara, ente finanziato dalla Regione Calabria, con cui nel 1990, grazie alla legge regionale n°54 di quello stesso anno, stringe un accordo economico. Di conseguenza, il suo ruolo all'Ars risulta incompatibile con un'eventuale elezione al consiglio regionale e così il 19 dicembre scorso, durante un'assemblea, rassegna le dimissioni e cinque giorni più tardi, la vigilia di Natale, viene sostituito. Solo che di questi passaggi, osserva Novello, non ci sarebbe certezza, in quanto su entrambi i verbali le date sono dattiloscritte, non c'è la numerazione progressiva e non ci sarebbe nemmeno traccia delle pagine che precedono i verbali, né di quelle successive. La prima data in cui si trova effettivamente traccia delle dimissioni di Molinaro è il 31 gennaio 2020 e ne dà conto la Camera di Commercio di Cosenza. La data è quindi successiva alle elezioni regionali.

Dimissioni dal Cnel?

Subito dopo la proclamazione degli eletti, l'attenzione di Novello e i suoi avvocati si è spostata sull'incarico ricoperto da Molinaro all'interno dell'ente Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) che è un organo con funzione consultiva rispetto al Governo, alle Camere e alle Regioni. Il ruolo ricoperto nella struttura è oggettivamente incompatibile con l'elezione in consiglio regionale ed è probabile che Molinaro abbia avviato l'iter delle dimissioni, ma ad oggi non risulta, almeno non ufficialmente. Dettaglio niente affatto trascurabile, perché, come sostiene Novello, se il presidente del consiglio regionale Mimmo Tallini avesse istituito la giunta delle elezioni al primo consiglio utile, cioè il primo successivo all'elezione del presidente del consiglio, l'esponente eletto del Carroccio avrebbe già dovuto abbandonare la poltrona, in quanto i termini concessi per estinguere l'incompatibilità sarebbero stati abbondantemente superati a causa di un iter lungo e cavilloso, che necessita di un Consiglio dei Ministri ad hoc, la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Le giustificazioni di Tallini

Mimmo Tallini, dicevamo poc'anzi, avrebbe dovuto istituire la giunta per le elezioni al secondo consiglio regionale, che porta la data del 26 aprile. Così sostengono Novello e i suoi legali, che hanno chiesto delucidazioni in merito. «I regolamenti del consiglio regionale sono chiari - dice Novello -. In questo caso Tallini ha dato delle giustificazioni che andremo ad esaminare nelle sede opportune». Tra le cause del ritardo, ci sono anche le restrizioni legate alla pandemia del coronavirus, che però non hanno impedito ai consiglieri regionali di riunirsi già nel mese di aprile. «Concedere un mese di tempo su un'incompatibilità, seppur involontariamente - dice ancora Novello - potrebbe aver causato un danno alla mia posizione. Ad ogni modo, mi fido della giunta delle elezioni e so che farà un lavoro limpido e trasparente».

Come funziona la giunta delle elezioni

In consiglio regionale, ogni capogruppo nomina un consigliere che va a formare la commissione di valutazione della pratica di ineleggibilità e incompatibilità, in più viene nominato il presidente della commissione, in questo caso è Giuseppe Neri (Fratelli d'Italia). Delle Giunta delle elezioni fanno parte i consiglieri Domenico Giannetta (Forza Italia), Pierluigi Caputo (Jole Santelli presidente), Sinibaldo Esposito (Casa delle libertà), Clotilde Minasi (Lega Salvini), Domenico Bevacqua (Partito Democratico), Graziano Di Natale (Io resto in Calabria), Flora Sculco (Democratici Progressisti Calabria), Nicola Paris (Udc), Francesco Pitaro (Gruppo Misto). La commissione si riunirà per la prima volta domattina alle 11 a Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale.

 

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