Consiglio regionale

Laghi e Lo Schiavo (de Magistris): «Attuati vecchi giochi di palazzo per l’elezione del presidente alla Vigilanza»

I due consiglieri del terzo polo di Palazzo Campanella: «La legislatura è iniziata male e prosegue ancora peggio. La mancanza di rispetto della rappresentanza democratica ne è tratto distintivo e comprime gravemente l’esercizio dei diritti e l’assolvimento dei doveri»

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di Redazione
24 dicembre 2021
15:40
Ferdinando Laghi e Antonio Lo schiavo
Ferdinando Laghi e Antonio Lo schiavo

«La legislatura è iniziata male e prosegue ancora peggio. La mancanza di rispetto della rappresentanza democratica ne è tratto distintivo e comprime gravemente l’esercizio dei diritti e l’assolvimento dei doveri degli eletti». Lo dichiarano Ferdinando Laghi e Antonio Lo Schiavo, consiglieri regionali della Calabria del gruppo De Magistris Presidente, a proposito dell’ultima seduta del Consiglio regionale calabrese, tenutasi lo scorso 23 dicembre.

 «È inammissibile – spiegano Laghi e Lo Schiavo – ricevere soltanto pochi giorni prima della seduta, come purtroppo è accaduto, la documentazione relativa alla legge di Bilancio. Si tratta di una vera presa in giro, con il pretesto dell’urgenza di evitare l’esercizio provvisorio. Non è possibile esaminare a fondo l’allocazione delle risorse pubbliche in un tempo così breve, tra l’altro con una mole di questioni differenti inserite nello stesso Ordine del giorno. Abbiamo un mandato popolare con precise responsabilità. Pertanto ci deve essere consentito di svolgerlo in maniera seria e approfondita, nell’interesse di tutti i cittadini calabresi. Il Consiglio regionale deve essere messo in condizione di poter svolgere adeguatamente il suo ruolo».


«Altro teatro politico dell’ultimo Consiglio ha avuto luogo in merito all’elezione del presidente della commissione speciale di Vigilanza. Il vecchio vizio dei giochi di palazzo – accusano i consiglieri di De Magistris Presidente – ha prevalso sulla necessità di un confronto aperto e trasparente tra i Gruppi, che invece doveva esserci per rispetto della rappresentanza democratica e della dignità istituzionale. Contestiamo – concludono Laghi e Lo Schiavo – il pericoloso metodo illiberale che si sta imponendo nella nuova legislatura, già visto con la sbrigativa, meccanica approvazione della proposta di legge sull’ Azienda Zero».

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