Lamezia al voto, città divisa tra il rammarico e chi plaude alla vittoria della legalità

La decisione del Tar che ha accolto il ricorso di alcuni ex candidati a sindaco e deciso la riapertura dei seggi in quattro sezioni si presta a diverse letture. L’ex sindaco Speranza: «Si chieda al Prefetto di votare subito»

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di Tiziana Bagnato
12 dicembre 2020
14:25

Al voto in quattro sezioni, quelle in cui sono state riscontrate e verificate dalla Prefettura le anomalie segnalate dai ricorrenti al Tar. È difficile che le urne delle prossime elezioni comunali possa cambiare lo scenario politico. Impossibile un ribaltamento del sindaco, Paolo Mascaro ha riacciuffato la fascia tricolore dopo il primo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose con una percentuale robusta di voti e non è in discussione il ballottaggio.

 


Per quanto riguarda la composizione del consiglio comunale, potrebbe esserci qualche variazione in merito ad uno o due consiglieri comunali. E la città si divide. Da un lato chi invoca la legalità e plaude a chi ha presentato ricorso, gli ex candidati a sindaco Silvio Zizza e Massimo Cristiano, sottolineando il fatto che il Tar abbia riconosciuto anomalie tali da ricorrere al ritorno alle urne. C’è chi, invece, punta il dito contro i presidenti di seggio che non avrebbero saputo gestire il traffico di schede. E, chi, ancora, e non sono pochi, esprime rammarico per una città che dovrà tornare di nuovo sotto l’egida del commissariamento mentre ancora, a fatica, si stava riprendendo dal primo.

 

Per sessanta giorni sindaco, giunta e assise decadono. Questo è il tempo massimo entro il quale bisognerà allestire le nuove, parziali, elezioni. C’è chi parla di “egoismi” personali, di mire politiche che avrebbero oscurato un obiettivo più grande, quello di non frenare un percorso amministrativo che tra scioglimento e pandemia è già a rilento.

 

Sul tema è intervenuto anche l’ex sindaco Gianni Speranza: «Come tanti cittadini sono dispiaciuto e preoccupato per il nuovo commissariamento del nostro comune. Molte persone hanno paura che si blocchino persino le pratiche quotidiane e la più ordinaria amministrazione. Tra l’altro voteranno 4 sezioni su 78, pochissimi elettori e l’esito fondamentale è quello dell’anno scorso. Scontato. È già successo a Catanzaro ed in altre città. Si può chiedere in maniera unanime al Prefetto di accelerare i tempi del voto (prima dei 60 giorni) e le modalità di sicurezza per il virus».

 

«Io però – aggiunge - sono tra quelli che non minimizzano i tentativi di condizionare, manipolare le libere elezioni. Ed anche peggio. L’ho sempre detto anche quando sono stato eletto. Sappiamo tutti com’è la situazione. Il cambiamento di alcune leggi ed una reazione civile delle persone, soprattutto quelle che si candidano, sono necessari».

 

Giornalista
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