Lamezia, la scure dei commissari anche su colonie per anziani e disabili

A farsi portavoce delle istanze degli interessati e delle loro famiglie è l’esponente di Patto Sociale Giancarlo Nicotera che si chiede se «la politica e il malaffare si sconfiggano solo con i bei discorsi»

di T. B.
28 maggio 2019
12:07

Anche le colonie estive per anziani e disabili cadute sotto i colpi di mannaia della commissione straordinaria alla guida di Lamezia Terme.

 

E’ quanto denuncia l’ex consigliere comunale ed esponente di Patto Sociale Giancarlo Nicotera che si chiede: «La mafia ed il malaffare si sconfiggono con le parole e con i bei discorsi? No. L'integrazione si ottiene con le pompose enfasi delle frasi fatte? No. Oggi, a parte sterili enunciazioni di principio, vediamo quasi il nulla nell'operare di chi governa Lamezia Terme».

 


«Le stupende colonie erano un fiore all'occhiello per la città, per le parrocchie, per le associazioni e per il mondo del volontariato – si chiede Nicotera - dall'anno scorso anche su di esse è caduta la scure del nuovo governo cittadino: non si sono più fatte. Le colonie estive, simbolo dell'integrazione sociale, dello stare assieme, del meritato riposo, del sano divertimento e dell'attività salutare, a Lamezia Terme sono state rase al suolo».

 


«Che importano gli schiamazzi felici di centinaia di bambini e ragazzi o i volti appagati degli anziani? Meglio i visi tristi ed ingessati di chi partecipa - mettendosi sempre in prima fila - spesso solo a manifestazioni e ricorrenze già organizzate da altri. Che importa poi se i diversamente abili non potranno arrivare sulla battigia e forse neanche neanche sulla spiaggia? - chiede ancora l’esponente di Patto Sociale - Che importa se non potranno fare il bagno a mare? Per qualcuno nulla, perché sarà un problema loro e delle loro famiglie».

 


«Ecco perché chiediamo alla Commissione, che da oltre 18 mesi è alla guida della città, di agire affinché si possano tornare a svolgere anche a Lamezia Terme le dette colonie e per far sì che i soggetti diversamente abili possano usufruire del loro sacrosanto diritto di andare a mare, come tutte le altre persone. La legalità vera passa soprattutto da fatti e gesti concreti, specie a tutela dei soggetti più svantaggiati o più bisognosi. Tutto il resto – conclude - é solo sterile, dannosa e fumosa parata».

Giornalista
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