Leporace da Oliverio alla Santelli: il “companero” strapagato amico di Pittella

L’ex direttore della fondazione Calabria film commission su nomina dell’allora governatore entra adesso nello staff di Jole. Per l’ex europarlamentare del Pd ha una sorta di adorazione tanto da definirlo «lo statista lucano»

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di Alessia Bausone
26 agosto 2020
17:08

Ha fatto molto discutere l’annuncio della nomina nello staff della giunta Santelli di Paride Leporace, intellettuale, scrittore e giornalista noto per le sue idee di sinistra. L’ex direttore del quotidiano della Calabria, di Calabria Ora, sarà ora consulente per la cultura e la promozione dell’immagine della Calabria.
Ritenuto vicino all’ex governatore Mario Oliverio, che nel 2016 lo nominò direttore pro tempore della Fondazione Calabria Film Commission e nel report “Calabria in corso, due anni di lavoro del governo regionale” lo indica come “calabrese di nascita ed intellettuale prestigioso”.
Già, perché Leporace dal 2007 per sei anni ha diretto Il Quotidiano della Basilicata lasciando poi il posto al caporedattore del giornale (nominato da Lucana Edizioni) Lucia Serino, sua moglie.

L’adorazione per il “magico Gianni”

Nel contempo coltiva il rapporto con i fratelli Pittella (Gianni e Marcello) plenipotenziari del Partito Democratico in Basilicata (oggi il primo è senatore e il secondo è consigliere regionale). Per Gianni, che all’epoca era europarlamentare, vanta una sorta di adorazione. In un articolo a suo nome pubblicato sul Quotidiano del sud del 1 novembre 2011 dal titolo “Gianni Pittella in prima persona” racconta che: «Il vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittela, almeno una volta, nel corso dell’anno solare, ci dedica una visita in redazione. Ieri la liturgia si è ripetuta, alla vigilia di una nuova vulcanica iniziativa dell’uomo politico più internazionale e combattivo della Basilicata», apostrofandolo con epiteti quali «magico Gianni» e «statista lucano», concludendo con «ma dove vuole arrivare questo Gianni Pittella?».

L’incarico da oltre 75mila euro in Basilicata

Sicuramente sappiamo dove è arrivato, invece, Leporace. Nel febbraio 2013 è stato nominato, sotto la benedizione degli “adorati” Pittella, direttore della Lucana Film Commission (presidente della Regione era ancora Vito De Filippo), costituita pochi mesi prima con l’obiettivo di “promuovere e sostenere la produzione di opere cinematografiche, televisive, audiovisive e pubblicitarie italiane ed estere in Basilicata”. Un incarico da 75mila euro l’anno oltre Iva, rimborsi e benefit, come si legge nel contratto datato 14 febbraio 2013.
Piccato fu il commento dall’allora consigliere regionale di “Io amo la Lucania” Alfonso Navazio: «La nomina non meraviglia e non sorprende. Avrà colpito la sua poliedricità e la sua visione di grandezza. Il sui essere dandy. Il suo essere interlocutore. Il suo essere di parte. Ci mancheranno i suoi ispirati editoriali (molto pochi per la verità in quest’ultimo periodo, sarà un caso?), ci mancherà il suo retro pensiero nei nostri confronti». Diversa l’opinione di Marcello Pittella che nel 2014, da neoeletto presidente della regione Basilicata, affermò: «La Lucana Film Commission è ormai un vero brand. Ci ha restituito competenze e professionalità».

Incarico rinnovato, tra attacchi politici e denunce di scarsa trasparenza

Nel dicembre 2016 a Leporace è stato rinnovato l’incarico fino al 14 febbraio del 2021. Ma col rinnovo del cda e l’arrivo della “giachettiana” esponente Pd Antonella Pellettieri e di Salvatore Verde, padre dell’ex IDV e candidato sindaco di Tursi, Leandro Verde, per Leporace finì la pacchia.
È proprio con Verde che si è acuito negli anni uno scontro frontale che ha paralizzato il funzionamento dell’intera Lucana Film Commission, arrivando a rimandare più volte l’approvazione del bilancio da parte del consiglio generale dei soci di Lucana Film Commission.
Oltre a questo, sono arrivati nuovi attacchi politici. Il quotidiano online “La nuova.net” lo definì “Nepoleon” per la scelta di spendere 600mila euro per una proiezione a Matera.
Forti dubbi furono posti nel 2016 anche sul fronte della trasparenza dal consigliere regionale del M5s Gianni Perrino: «Dalla sua nascita, LFC ha beneficiato di contributi regionali per circa 3,5 milioni di euro... Spulciando il sito ufficiale di FLC sono molte le lacune relative alla trasparenza e pubblicità degli atti. Impossibile, per esempio, acquisire la “documentata esperienza nel campo delle attività di competenza della Fondazione” del Direttore, Paride Leporace. Quanto alle procedure di scelta dei fornitori di beni e servizi e i conseguenti soggetti affidatari, nonché ai relativi contratti stipulati da LFC, il tutto è avvolto da un alone di mistero (domanda: sono state trasmesse almeno all’ANAC?). Mancano poi una serie di dati relativi ai contratti a tempo determinato stipulati per i dipendenti di LFC ed alle relative procedure di selezione adottate. Infine, risultano oneri e spese per Organi Statutari riportati nei bilanci consuntivi e preventivi LFC, ma non è dato sapere se si riferiscano solo al Direttore LFC oppure anche ai componenti del C.d.A».

La richiesta di dimissioni e il siluramento di Lega e Fdi

Nel 2018 a chiedere per primo espressamente le dimissioni di Leporace con un’apposita mozione fu il consigliere regionale (e attuale assessore regionale all’ambiente) di Fratelli D’Italia, Gianni Rosa. Il direttore di Lucana Film Commission aveva solidarizzato con Franco Piperno, ex leader di potere operaio, condannato per associazione sovversiva. Lo stesso Piperno che qualificò l’attentato alle torri gemelle come un «evento dalla bellezza sublime» e che dichiarò: «I terroristi? Io penso che sono moralmente delle ottime persone, anche se hanno ucciso».
L’anno successivo con il cambio di colore del governo regionale della Basilicata (a seguito dello scandalo che portò all’arresto Marcello Pittella) era chiaro fin da subito che la Regione che deteneva il 60% della Lucana Film Commission volesse un cambio di rotta che portò, su forte spinta della Lega e, pare, del senatore Pasquale Pepe, alla rescissione anzitempo del suo contratto.

Con la “riformista” Santelli il nuovo incarico

«Con il governo regionale di centrodestra della Basilicata ho un rapporto di ordinaria amministrazione» ha dichiarato Leporace in una recente intervista a Le Cronache. Nessun rapporto, quindi, con il forzista presidente della Basilicata Vito Bardi. Non così con Jole Santelli definita, invece: «Politico di ispirazione riformista».
Ora Leporace sarà consulente alla cultura nello staff della stessa Santelli, nonostante le deleghe assessorili in quel campo siano in capo al vicepresidente leghista Nino Spirlì. Tra l’altro, il neo consulente (attendiamo la pubblicazione del decreto di nomina con l’indicazione dei compensi) ha esordito solidarizzando, questa volta, con Giancarlo Pittelli, l’ex parlamentare al centro della maxi-inchiesta Rinascita-Scott di Nicola Gratteri. Che dirà Salvini (e, di riflesso, Spirlì), che di Gratteri è profondo estimatore, nella sua prossima capatina in Calabria?

 

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