Lsu-Lpu, il Pd in coro: «Il Governo approvi l’emendamento Magorno»

Luigi Guglielmelli, Vincenzo Insardà, Gino Murgi, Gianluca Cuda e Giovanni Puccio intervengono sul tema dei precari calabresi: «Il tempo delle parole è scaduto»

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di Redazione
15 dicembre 2018
15:41
Gli Lsu in protesta
Gli Lsu in protesta

«Il tempo delle parole è scaduto. Sulla vertenza degli ex Lsu Lpu da settimane stiamo assistendo a uno sconcertante gioco delle parti messo in scena dal Governo e dai parlamentari calabresi di Lega e 5stelle». È quanto affermato in un comunicato dagli esponenti del Partito democratico Luigi Guglielmelli, Vincenzo Insardà, Gino Murgi, Gianluca Cuda e Giovanni Puccio, sulla vicenda dei precari calabresi.


«Gli impegni verbali – proseguono - da parte di ministri, eletti e finanche il presidente Conte sono tutti improntati alle rassicurazioni, poi nelle aule parlamentari le parole si sgonfiano e non trovano alcun riscontro formale. Agli atti, rimane allo stato solo la temeraria iniziativa del Governo che ha sottratto i fondi nazionali necessari per procedere con le stabilizzazioni. Eppure, non sono mancate le occasioni per la maggioranza di dimostrare buona fede e reale interesse al destino di 4.500 lavoratori e lavoratrici».


I democrat hanno evidenziato che «i deputati Pd alla Camera hanno presentato un emendamento per ripristinare il maltolto ma è stato bocciato. A nulla sono valsi i richiami al buon senso lanciati ripetutamente dalla deputata Enza Bruno Bossio, a nulla sono valsi gli impegni - questa volta sì, formali - del presidente della Regione, Mario Oliverio, che ha storicizzato i fondi del bilancio regionale destinati a questo bacino di lavoratori».


«Rimane – incalzano - un'unica chance per il Governo e la maggioranza di dimostrare di non aver propinato l'ennesima fake news, ovvero quella di procedere all'approvazione dell'emendamento presentato dal senatore Ernesto Magorno in commissione Bilancio. Non si gioca sulla pelle delle persone, tanto più se si tratta di lavoratori alle prese da anni con una dura condizione di precarietà dentro alle amministrazioni pubbliche che stava per essere superata Grazie all'attento lavoro dei Governi precedenti».


Il comunicato si è concluso con l’augurio che «la situazione non volga al peggio, dal canto nostro confermiamo vicinanza e solidarietà a tutti i lavoratori impegnati in questa lotta di emancipazione e civiltà».

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