«Cacciate Morra, non è un vero 5s». Chiesta l’espulsione del senatore

Un gruppo di attivisti segnala ai probiviri del Movimento il comportamento dell'esponente pentastellato che aveva dichiarato di non votare per il candidato del suo “partito”

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di Redazione
29 gennaio 2020
12:08
Nicola Morra
Nicola Morra

Un gruppo di attivisti calabresi del M5s rende noto di aver segnalato al collegio dei probiviri del Movimento il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, dopo le sue dichiarazioni con le quali ha rivelato di non aver votato per il candidato dei grillini alle ultime regionali in Calabria.


«Gli avversari esterni ti rafforzano, quelli interni ti distruggono - scrivono in un comunicato -. Dai primi ti puoi difendere, dagli altri no. Il senatore Nicola Morra, eletto con i voti del Movimento 5 Stelle, ha reso noto di non aver votato il M5s alle elezioni regionali calabresi, rendendo chiaro come il deludente risultato sia stato a tutti gli effetti ostacolato più da detrattori interni che esterni al movimento. D’altronde Morra - si legge ancora - aveva già violato i primi 5 punti del comma d dell’articolo 3 dello statuto dell’associazione Movimento 5 Stelle, pregiudicando la campagna elettorale, alla quale non ha partecipato: astenersi da comportamenti che possano pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle; attenersi a criteri di lealtà e correttezza nei confronti degli altri iscritti; concorrere attivamente all’azione politica del MoVimento 5 Stelle, avuto riguardo alla propria situazione personale ed alle proprie capacità».

 

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Insomma, secondo gli attivisti sottoscrittori del ricorso ai probiviri, ce n’è più che abbastanza per procedere contro il presidente dell’Antimafia, al quale riproveranno fini personali nella sua contro-campagna elettorale.
«Le dichiarazioni di Morra – aggiungono - sono sembrate andare verso un vero e proprio boicottaggio e il forte sospetto è che abbia tenuto questa condotta per mera politica interna a discapito dell’interesse dei cittadini calabresi. Non ha, inoltre, minimamente rispettato il volere degli iscritti che, con il 70,6% dei voti sulla piattaforma Rousseau nella votazione del 21 novembre 2019, hanno scelto di presentare le liste in Calabria e che in una successiva votazione dell’11 dicembre 2019 hanno votato per confermare Francesco Aiello come candidato presidente».

 

Poi la chiosa finale, con la esplicita richiesta di espulsione: «Per noi attivisti tutto ciò è inaccettabile. Chi è contro il movimento, chi in queste elezioni è stato un avversario politico, vada fuori dal Movimento. Chi ha passato le proprie giornate a denigrare la lista del M5S e a screditare in chat e su Facebook l'operato delle centinaia di attivisti che hanno messo impegno e passione per la campagna elettorale deve abbandonare il movimento o essere allontanato dallo stesso».


L’iniziativa degli attivisti non è un fulmine a ciel sereno. Già ieri erano intervenuti sulla questione il deputato Paolo Parentela e il candidato dei 5s Francesco Aiello. Quest’ultimo aveva usato una metafora calcistica per replicare a Morra: «Chi non fa gioco di squadra va messo in panchina o ceduto perché non vale».

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