Pronto il nuovo Dpcm: sì a mascherine all'aperto, no a lockdown e coprifuoco

In attesa delle nuove disposizioni anti contagio  i ministri smentiscono le voci su nuove chiusere. Confermato, invece, l'uso dei dispositivi di protezione anche all'aperto

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6 ottobre 2020
11:22
Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Si prevede per questa sera la riunione del Consiglio dei Ministri volta a varare il nuovo Dpcm sull'ampliamento delle misure restrittive anti-Covid, nello scenario di una proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. Per entrare in vigore, però, il documento dovrà passare prima dalle Camere e dai rappresentanti di Regioni, Province e Comuni.

I nuovi provvedimenti

Cosa ci si deve aspettare, dunque, dal nuovo decreto? Le anticipazioni svelate dai ministri smentiscono la proposta di un nuovo lockdown, ma anche quella di coprifuoco per ristoranti e bar. Di certo ci sarà la conferma delle misure anticontagio promosse finora, rafforzate dall'obbligo di mascherina all'aperto, già deciso ante tempore in alcune Regioni (Calabria, Lazio, Campania, Sicilia, e Basilicata).

Grande sostenitore dell'uso della mascherina anche Luigi Di Maio, che difende i successi delle misure finora adottate e plaude alla comportamento dei cittadini: «Non dobbiamo abbassare la guardia. Usiamo le mascherine e rispettiamo tutte le norme anti Covid. Dimostriamo al mondo chi siamo. Anche perché grazie al senso civico e all'atteggiamento responsabile degli italiani abbiamo superato già una volta questa crisi sanitaria».

 

Nessuna stretta, inoltre, per le attività produttive, che rimarrebbero regolarmente in funzione: «Escludiamo nuovi lockdown, ma per escluderli dobbiamo evitare i contagi. Proprio perché l'obiettivo è non dover tornare a nuovi lockdown, dobbiamo mettere un surplus di attenzione e rigore nel contenimento del virus» - ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.

 

 

Ottimista anche Lucia Azzolina, per cui non destano eccessiva preoccupazione i dati sui contagi registrati a seguito dell'apertura delle scuole e evidenziati nel corso di un incontro con l'Istituto Superiore di Sanità e il Comitato Tecnico Scientifico. «La scuola non ha avuto un impatto su aumento contagi se non residuale: nelle prime due settimane il personale docente contagiato è lo 0,047 per cento del totale, gli studenti lo 0,021 per cento, personale Ata 0,059 per centro. I contagi nelle scuole sono casi sporadici e sono stati contratti per lo più fuori dalle scuole.» tranquillizza il ministro.

 

Il nuovo Dpcm dovrebbe avere validità di 30 giorni, ma l'instabilità e l'incertezza fanno ancora da padrone. I ministri hanno ribadito, infatti, che in base all'andamento dei contagi potrebbe rivelarsi necessario un ulteriore confronto per decidere sull'eventualità di un inasprimento delle disposizioni. Una di queste, ad esempio, potrebbe essere la "chiusura selettiva" di alcuni settori che, come si legge nella bozza, sarebbe plausibile considerando l'ipotesi di un peggioramento dei contaggi negli ultimi mesi del 2020. Si valuterà, infine, l'apporto di modifiche relative alla fruizione dei trasporti pubblici locali, come accenna il Ministro per le Infrastrutture Paola de Michieli che, tuttavia, risponde negativamente alla possibilità di cambiare la capienza degli autobus.

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