Ordinanza “Riapri bar”, Tallini: «Scontro istituzionale non porta da nessuna parte»

Il presidente del Consiglio calabrese: «Negata autodeterminazione delle Regioni italiane»

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di Redazione
9 maggio 2020
17:46
Mimmo Tallini
Mimmo Tallini

«Poteva essere semmai il Parlamento, nel quadro di una rivisitazione del Titolo V della Costituzione, a reintrodurre in Italia la "clausola di supremazia" dello Stato sulle Regioni. Non poteva certo farlo il Tar della Calabria con le motivazioni contenute nella sua sentenza che ha annullato l’ordinanza della Presidente Santelli sulla riapertura in sicurezza di ristoranti e bar”.

Lo dichiara il presidente del consiglio regionale, Domenico Tallini (Forza Italia), osservando: «Motivazioni che nei fatti annullano ogni margine di autodeterminazione delle Regioni italiane, soccombenti rispetto ad uno straripante potere centrale che riduce le istituzioni locali al ruolo di semplici esecutrici anche nelle materie concorrenti come la sanità».

 

«Lo dico – prosegue Tallini – con profondo rispetto nei confronti della magistratura amministrativa e senza alcuna intenzione polemica, ma ritengo che questa decisione scaverà inevitabilmente un solco molto profondo tra lo Stato centrale e le Regioni, a prescindere dal loro colore politico, poiché incide direttamente sul potere di autodeterminazione delle Istituzioni regionali».

 

Ancora il presidente dell'assemblea regionale calabrese: «Tutto ciò avviene, paradossalmente, nel Cinquantesimo anniversario della nascita delle Regioni. Parliamo di nascita o di morte? La sentenza del Tar Calabria sarà inevitabilmente utilizzata dal governo nei confronti di tutte le altre Regioni italiane che oseranno armonizzare in chiave locale le linee guida dell’esecutivo che peraltro nessuno di noi contesta, così come nessuno contesta il ruolo di coordinamento centrale in tema di emergenza sanitaria. Avevo auspicato un passo indietro del ministro Boccia, chiedendo di avviare un dialogo proficuo e leale, ricercando una soluzione condivisa che evitasse il braccio di ferro giudiziario».

 

«Si è preferita – conclude Tallini – la strada dello scontro politico-istituzionale che non porterà da nessuna parte. Si badi bene, l’introduzione nei fatti della “clausola di supremazia”, contenuta nelle motivazioni della sentenza, è un problema che riguarda tutti. Non è più solo una questione calabrese. Ne prendano atto tutte le forze politiche nazionali, di ogni schieramento, di governo e di opposizione, se hanno davvero a cuore l’assetto regionalista della nostra Repubblica e vogliono evitare una curvatura centralistica del nostro sistema democratico».

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