Ordinanza Santelli “Riapri bar”, il Tar Calabria accoglie il ricorso. Passa la linea del Governo

Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso contro il provvedimento della Regione. La decisione avrà conseguenze su scala nazionale. I governatori avevano chiesto di anticipare le riaperture. Ma l'esecutivo vuole dividere l'Italia per fasce

di Pietro Bellantoni
9 maggio 2020
14:12

Il Tar regionale della Calabria ha accolto il ricorso presentato dal governo contro l'ordinanza della Regione Calabria del 29 aprile che ha disposto la riapertura esterna di bar e ristoranti. La decisione del Tribunale – composto dal presidente Giancarlo Pennetti, Francesco Tallaro e Francesca Goggiamani – è arrivata al termine dell'udienza collegiale di questa mattina.

Lo scorso 5 maggio l'Avvocatura dello Stato aveva rinunciato alla procedura accelerata con la richiesta di decreto cautelare al presidente del Tar di Catanzaro.

 

La pronuncia del Tar è destinata ad avere effetti su scala nazionale, dal momento che molte Regioni, sulla scia di quanto fatto dalla Calabria, hanno chiesto al governo di anticipare i tempi per la riapertura rispetto alla data del 18 maggio fissata dall'ultimo Dpcm del premier Conte.

Scontro politico

L'ordinanza Santelli viene dunque annullata nella parte che riguarda la riapertura esterna di bar e ristoranti: in vigore restano le disposizioni governative. La presidente della Calabria l'aveva comunque già definita una «battaglia già vinta, perché finalmente si è parlato di una regione che non chiedeva assistenza, ma che chiedeva di poter tornare a lavorare».

La tesi del governo

Nel ricorso dell'Avvocatura dello Stato, il governo aveva sostenuto che l'ordinanza anticipava le misure di contrasto e contenimento del contagio da Covid-19 introdotte dal Dpcm del 26 aprile.

Il provvedimento firmato da Santelli, inoltre, sarebbe stato emanato «senza alcuna previa interlocuzione formale con il governo» attraverso un iter istruttorio «lacunoso e carente».

La difesa della Regione

L'Avvocatura regionale – rappresentata da Oreste Morcavallo, Andrea Di Porto e Massimiliano Manna – aveva invece sostenuto l'inammissibilità del ricorso per «difetto di giurisdizione».

L'impugnativa avrebbe dovuto essere proposta alla Corte costituzionale, visto che l'ordinanza invaderebbe «una sfera di attribuzioni propria del governo centrale». I legali della Regione avevano anche sottolineato l'«assoluta legittimità» della misura, «pienamente conforme ai principi di adeguatezza e proporzionalità» previsti dalle norme in materia.

Effetti su scala nazionale

La decisione del Tar avrà effetti anche lontano dalla Calabria, perché contribuirà a orientare i rapporti tra governo e Regioni nella gestione dell'emergenza coronavirus e andrà a costituire un precedente di cui tener conto.

Molti governatori, infatti, mordono il freno continuano a invocare maggiore autonomia rispetto al potere centrale e chiedono di anticipare le riaperture già dalla prossima settimana. E questo nonostante il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, abbia invitato alla prudenza: «Il virus non ha cambiato né identità né caratteristiche. Violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio, dunque, potrebbe facilitarne la circolazione».

Italia divisa per fasce

L'esecutivo, per il momento, prende tempo. Il ministro per gli Affari regionali Francesco boccia ha presentato un nuovo ricorso contro la legge della Provincia autonoma di Bolzano, che tra oggi e lunedì riaprirà tutte le attività di commercio al dettaglio (bar, ristoranti e negozi).
Il governo scioglierà la riserva solo la prossima settimana, quando verranno analizzati i primi dati sulla fase 2 e sarà presa una decisione in base ai vari algoritmi territoriali.

L'idea è quella di dividere l'Italia per fasce di rischio, disegnate in considerazione degli indici di contagio e della preparazione delle strutture sanitarie rispetto al possibile ritorno del Covid e delle 21 regole imposte dal Comitato scientifico.

I risvolti politici del caso

Lo scontro con il governo avviato dalla Cittadella di Catanzaro ha anche valenza politica. La Calabria è stata la prima Regione a sconfessare l'operato di Palazzo Chigi e la tabella di marcia per la Fase 2 dettata dall'ultimo Dpcm del premier Conte. Per alcuni osservatori, quella di Santelli è stata una mossa politica che rientrava in una strategia complessiva del centrodestra volta a destabilizzare l'esecutivo.

Ma la stessa presidente della Regione ha negato con forza questa ricostruzione: «Non mi interessano attacchi al governo, abbiamo molta stima nei confronti dei nostri leader politici, ma a noi gli ordini non li dà nessuno».

Nuove misure allo studio

Il pronunciamento del Tar sembra comunque in ritardo sui tempi. I vertici della Regione, infatti, stanno già lavorando a un'altra ordinanza che prevederebbe un ulteriore allentamento delle misure restrittive imposte dal governo. Il nuovo provvedimento, che potrebbe essere firmato nelle prossime ore, dovrebbe prevedere, tra le altre misure, la possibilità di raggiungere le seconde case (purché insistenti in Calabria) e l'ok a diversi sport individuali (tra cui ciclismo, trekking e tennis). Possibile anche raggiungere il cimitero assieme ai familiari e, per chi possiede il tesserino, andare per funghi. Il tutto nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale.

bellantoni@lactv.it

Giornalista
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