La protesta

Palmi e la restituzione delle tessere elettorali contro la sanità che non funziona: la raccolta ora anche nei quartieri

VIDEO | La protesta si sposta dalla villa comunale dentro le periferie della cittadina del Reggino. In una settimana più di 400 le adesioni: «L’esasperazione è tanta e i cittadini hanno perso la fiducia»

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di Agostino Pantano
29 agosto 2022
17:15

Si sposta nei quartieri la particolare mobilitazione per il diritto alla salute, lanciata a Palmi per chiedere ai cittadini la restituzione al prefetto delle tessere elettorali. Rimane nella villa comunale il presidio fisso attivato da dieci giorni, a partire dalle 18, ma il coordinamento delle associazioni ha deciso di rendere itinerante la raccolta.

«Il cittadino che viene – spiega Maurizio Romanò dell’associazione Prosalus – lo registriamo nei nostri elenchi, ritira la ricevuta dell’avvenuta consegna all’interno dell’urna e noi provvederemo a recapitare alla Prefettura tanto i registri quanto le schede». 


Un modo che fin qui ha convinto più di 400 elettori ad esprimere la volontà di disertare le urne. «Lo facciamo – argomenta Stefania Marino, anche lei delegata della Prosalus – per difendere il diritto alla vita, vista la condizione gravissima della sanità palmese e del comprensorio. Come se non bastasse la chiusura del Punto di primo intervento decisa questa estate, ci troviamo ancora a fare i conti con lo smantellamento dei servizi territoriali e la mancata attuazione dell’ordinanza dell’Asp che prevedeva la formazione di aggregazioni tra medici per assicurare una assistenza continuativa».

L’associazione Prosalus, nota anche fuori dai confini comunali per la sua continua mobilitazione a difesa del diritto alla salute nella Piana reggina, critica anche le recenti prese di posizione del governatore Occhiuto. «Nella famosa diretta facebook in cui il commissario ha fatto il punto sull’ingaggio dei medici cubani – argomenta Marino – ha ricordato di aver rilanciato l’iter per la costruzione degli ospedali della Sibaritide e di Vibo Valentia ma non ha detto nulla sul cantiere, che ancora manca dopo 14 anni, del nosocomio della Piana».

Il movimento intende portare avanti la protesta ad oltranza replicando anche agli scettici. «In questi anni – conclude Sissy Facciolà presidente provinciale dell’Aism – abbiamo provato in tanti modi a chiedere risposte che non sono venute. Questo gesto forte che facciamo ha l’obiettivo di far capire una volta di più che l’esasperazione è tanta e i cittadini hanno perso la fiducia».

Giornalista
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