Parchi eolici in Calabria, Parentela (M5s): «La Santelli ne fermi la realizzazione»

Il deputato pentastellato in una nota: «Occorre prestare attenzione all’ambiente e al paesaggio, con la diffusione equilibrata di altre forme di energia in grado di determinare uno sviluppo sostenibile»

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di Redazione
2 settembre 2020
17:40

«La presidente Jole Santelli fermi la realizzazione di nuovi parchi eolici in Calabria, a partire da quello che si vorrebbe costruire tra Squillace e Borgia».

Lo afferma, in una nota, il deputato del M5S Paolo Parentela, che continua: «Non si tratta di bocciare le energie rinnovabili. Qui occorre invece prestare attenzione all’ambiente e al paesaggio, con la diffusione equilibrata di altre forme di energia in grado di determinare uno sviluppo sostenibile, indispensabile alla transizione energetica. Trovo perciò assurdo che la Regione Calabria non stia tutelando il territorio dall’eolico selvaggio, che ai cittadini non dà affatto vantaggi economici.

Ancora – rimarca il parlamentare del Movimento 5 Stelle – la Calabria è sprovvista di un piano energetico regionale, non esiste una programmazione seria che privilegi il risparmio di corrente e le cosiddette comunità dell’energia, a proposito delle quali rammento il reddito energetico già sperimentato altrove grazie al nostro Movimento. Per fortuna esiste il superbonus al 110% previsto dal decreto Rilancio. Sollecito la Regione – dice  il deputato M5S – a contribuire all’acquisto e all’installazione di impianti fotovoltaici o microeolici a servizio delle utenze domestiche. Grazie al reddito energetico si può dare un sostegno alle famiglie in difficoltà e concorrere ad abbattere le emissioni atmosferiche con l’utilizzo di fonti rinnovabili».

Per Parentela «gli impianti eolici come quello in corso di approvazione tra Squillace e Borgia, nel Catanzarese, comportano l’apertura di strade enormi e il diffuso abbattimento di alberi, con pesanti danni per l’ambiente e il paesaggio. Ci preoccupano – conclude Parentela – quelli già approvati dalla Regione e le continue richieste di installarne altri, addirittura ben oltre i limiti minimi previsti dalle linee guida regionali, che hanno escluso i SIC dalle aree possibili ma non le ZPS e le IBA, benché individuate come le zone più importanti per l’avifauna, particolarmente colpita da queste pale».


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