Parco Acquatico di Rende: «La montagna ha partortito un topolino»

I consiglieri di minoranza: «Si dà la possibilità a qualsiasi operatore economico di prendere in prestito i requisiti richiesti per la gestione del parco. La cosa migliore è di ritirare il punto con un atto di responsabilità e intavolare un serio, costruttivo e pacato confronto»

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di Redazione
4 agosto 2018
18:00

«Dispiace dirlo! Avevamo ragione quando proprio nove mesi addietro, in Consiglio e ancor prima in Commissione Bilancio, sollevammo tutti i nostri dubbi e ragioni sulla "bontà" dell’atto di indirizzo per l’attribuzione della concessione del Parco Acquatico. Ai numerosissimi indirizzi e suggerimenti della minoranza, si è rimasti sordi ed il risultato è che dopo due bandi deserti e nove mesi trascorsi, costati oltre 300 mila euro di manutenzione e sorveglianza, la montagna ha partorito un topolino». Così i consiglieri comunali di minoranza intervenuti sulla vicenda che vede protagonista il Parco Acquatico di Rende in una nota congiunta firmata da Franco Beltrano, Alessandro De Rango, Massimiliano De Rose, Antonello Elia, Carlo Scola , Valerio Cavalieri e Gianfranco De Franco.

 

«Senza alcuna iscrizione all’ordine del giorno si è portato in commissione bilancio la proposta di modifica dell’atto di indirizzo che approderà in Consiglio il 6 agosto, alla faccia della partecipazione e trasparenza e del coinvolgimento della cittadinanza nei processi amministrativi. Ci sono voluti ben nove mesi per concepire due modifiche consistenti nell’allungamento del periodo di concessione fino a 18 anni, questo non è un male, e per inserire il cosiddetto avvalimento per i requisiti principali che, invece, secondo il vigente atto di indirizzo, devono essere direttamente posseduti dall’aggiudicatario. Per capirci meglio, si dà la possibilità a qualsiasi operatore economico, che non ha mai gestito neanche un canotto in spiaggia per i propri figli, di prendere in prestito i requisiti richiesti per la gestione di un Parco Acquatico da parte di un gestore che questi requisiti invece li ha mediante la sottoscrizione di un semplice patto.
Due domande allora: perché non si promuove nel bando la costituzione dell’Associazione di Imprese mediante un premio di punteggio? Perché ci si limita soltanto a questa “innovazione”?
La nostra idea è che la cosa migliore sia di ritirare il punto con un atto di responsabilità e intavolare un serio, costruttivo e pacato confronto istituzionale al fine di correggere la rotta intrapresa e recependo, ove condivise, le proposte della minoranza nella massima trasparenza degli atti di gara.
Ultima nota, il signor Sindaco eviti che dalla sua maggioranza si levino voci distruttive circa questa grande opera e spieghi che l’eterogenesi rischia di fare danni. È come se un genitore che voglia accasare un proprio figlio lo presenti esaltandone i difetti e svilendone le qualità. Anche questo capita a Rende, ormai».

 

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