Verso la nomina

Partito democratico, al via il Congresso che incoronerà Nicola Irto segretario regionale

Oggi la presentazione dell’unica mozione ammessa dalla Commissione regionale di garanzia. “Ri-generare” il partito è la parola d’ordine del capogruppo a Palazzo Campanella

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di Claudio Labate
15 gennaio 2022
16:41
Nicola Irto
Nicola Irto

Ha preso il via in questi minuti il Congresso regionale del Partito democratico della Calabria (per l'area Sud) che vede quale unico candidato alla Segreteria il reggino Nicola Irto. Il capogruppo del Pd a Palazzo Campanella è di fatto il nuovo segretario regionale con una mozione che disegna un Partito non solo da “riformare” ma anche se non soprattutto da “ri-generare”, far rinascere e rifiorire.

«Al PD della Calabria – si legge nella mozione - serve una nuova e larga partecipazione democratica nella sua vita di partito a cominciare dall’aprirsi ai territori e rifondare i circoli. Sarà una grande occasione quella di rinnovare il tessuto politico dove esiste già una storia importante e promettente, lavorare con forza e determinazione per aggregare e generare risorse nuove nei luoghi dove ora sono presenti solo le macerie di un percorso non condiviso, non unito e democratico».


Parola d’ordine “RI-generare”

Per Nicola Irto bisogna tornare tra le persone, e rimanerci con continuità, perché finora ciò è stato fatto solo nei momenti elettorali, figli, e troppo spesso artefici, di una storia di un lungo commissariamento che ha allontanato la comunità democratica dalla pratica quotidiana del dibattito, degli incontri, delle iniziative, delle campagne importanti per partecipare alla proposta del PD a livello regionale e nazionale, oltre che sui territori.

«È necessario che il partito impari nuovamente a camminare sulle gambe della democrazia interna, per fare ciò – si legge nella mozione - dovrà eliminare il cordone ombelicale delle pseudo correnti, spazzare via le vestigia di quelli che fino a pochi anni fa venivano chiamati “feudi”. Il PD sarà chiamato ad essere “una vera e autentica comunità politica”, non più un insieme di gruppi, che finora si sono alleati o scontrati per interessi e senza un vero progetto politico».

Sarà imprescindibile esercitare azioni e condivisioni sui territori, rendendo riconoscibili le proposte e le scelte come proprie del PD, sfruttando le agorà democratiche tanto care al segretario nazionale Enrico Letta. Il Congresso servirà dunque a confrontarsi con trasparenza e franchezza e se il Pd saprà cogliere questa opportunità – è l’auspicio di Irto – potrà puntare nuovamente a diventare maggioranza, allargando i confini della politica e della coalizione.

«In questa fase di transizione così complessa da affrontare, noi che siamo il principale partito del campo progressista non possiamo tirarci indietro. Dobbiamo assumerci il ruolo di riconnettere i territori per guidare nuovamente i processi di azione politica. Dopo le ultime e pesanti sconfitte elettorali è necessario preparandosi sin d’ora ad una nuova stagione di governo regionale. Il PD dovrà essere rifondato sin dalle sue fondamenta, deve tornare ad essere in Calabria un luogo di incontro e formazione, punto di congiunzione tra i cittadini e le Istituzioni, veicolo di trasferimento dei problemi dei cittadini all’interno dei palazzi del governo».

Tra i temi messi in evidenza nella mozione, presentata in apertura del Congresso dalla professoressa Consuelo Nava, pasionaria della Federazione democrat di Reggio Calabria, naturalmente la sanità pubblica e di prossimità per garantire equamente a tutti i calabresi il diritto costituzionale alla salute con la critica ad Azienda zero, «lasciando agli ospedali la funzione di assorbire la domanda di sanità per acuti e restituendo dignità e ruolo alla sanità territoriale».

Ma poi, tra gli altri, anche i temi “Territorio bene comune”, con la rivoluzione verde, acqua pubblica, la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale unico, il welfare, la legalità, e il secco “no” all’autonomia differenziata.

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