Il Pd di Catanzaro contro Santelli: «La Calabria soffre e lei balla la tarantella»

Il segretario della Federazione provinciale del Partito Democratico si scaglia contro il comportamento tenuto dalla governatrice durante i festeggiamenti per il neo sindaco Succurro: «Dovrebbe essere un esempio, chieda a scusa a quanti in questi mesi hanno fatto sacrifici pur di rispettare le regole»

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di Redazione
7 ottobre 2020
10:19
Santelli durante la festa del neo sindaco Succurro
Santelli durante la festa del neo sindaco Succurro

«Le immagini della presidente della Regione Calabria che “tarantella” appassionatamente in quel di San Giovanni in Fiore nel cuore della notte silana lascia sgomenti, senza fiato, increduli e atterrisce. L’immagine di una politica ballerina, frivola, a dir poco parolaia e irriverente, che non rispetta innanzitutto se stessa (ricordiamoci che sono a firma della nostra Presidente di Regione le ordinanze che vietano, impongono, limitano) e in secondo ordine, non meno importante, gli altri, ci fa rabbrividire e riflettere». Gianluca Cuda, segretario della Federazione provinciale PD di Catanzaro, commenta così le immagini che ritraggono la governatrice calabrese intenta a festeggiare l’elezione a sindaco di Rosaria Succurro, senza mascherina né distanziamento.

 

«Seppure comprendiamo- continua - l’esigenza di festeggiare una delle pochissime competizioni amministrative vinte faticosamente dal centro destra calabrese, non comprendiamo e non possiamo ritenere accettabile la modalità scelta dalla presidente Jole Santelli e del suo entourage regionale: dirigenti generali, consulentoni, amici degli amici degli amici che popolano in questi ultimi mesi i corridoi del decimo piano. Non possiamo ritenere accettabile la violazione contemporanea di tutte le norme anti Covid vigenti in Regione Calabria, da lei stessa condivise e decretate su tutto il territorio regionale: assembramento in luogo chiuso e senza aerazione, assenza di distanze di sicurezza, mancanza quasi totale di dispositivi di sicurezza personale».

 

E ancora: «Quale immagine sta dando la Calabria di sé? Quale credibilità potremo andare a giocarci sui tavoli internazionali o nazionali quando sarà il momento? Quale serietà potremo invocare come amministrazione regionale quando dovremo essere i protagonisti di processi amministrativi complessi? La Calabria che cambiava si è fermata, la Calabria che stava faticosamente guadagnando un po’ di credibilità sui tavoli delle decisioni non c’è più, la Calabria che ha tentato di darsi una pianificazione strategica si è arenata per dare spazio alla Calabria circense e festaiola, per aprire le porte ai nani e ai ballerini, per ricominciare la vecchia litania delle sale di aspetto per una manciata di dollari».

 

«Il nostro passato, è pieno di errori, promesse mancate e occasioni perdute, il presente, però, è un incubo amministrativo, politico e culturale in cui progressivamente sprofonderemo e da cui qualcuno dovrà tirarci in salvo tra qualche anno per evitare l’estinzione definitiva. C’è un allarme di rappresentanza, c’è un allarme di cultura politica (che non esiste), c’è un allarme di pressapochismo e grossolaneria abnormi».

 

«La Presidente Santelli - incalza Cuda - rappresenta tutta la comunità di uomini e donne di questa regione: gli anziani morti di Covid e quelli rintanati per paura di morire; i giovani che sono, loro malgrado, costretti al distanziamento sociale che a tutte le latitudini della giovinezza risulta difficilissimo oltre che a tratti dannoso psicologicamente; le madri che hanno fatto sacrifici enormi e che ancora ne fanno per rispettare e far rispettare ai figli di ogni età, norme e regole gravemente sanzionate e multate; i commercianti che hanno chiuso la bottega, le associazioni che ancora aspettano il Bando Grandi Eventi per l’estate 2020. Per tutti questi soggetti e cittadini calabresi e per tutti quelli non citati la presidente Santelli dovrebbe essere esempio fulgido di alta rappresentanza istituzionale, orgoglio dei calabresi che fanno sacrifici e che, come da lei stesso detto in tutte le trasmissioni tv presso cui è stata ospite, hanno fatto la differenza in positivo rispettando le regole e sapendo essere saggi come solo i calabresi in tempo di crisi sanno essere, per atavico senso di autoconservazione e sopravvivenza a tutte le avversità».

 

«Noi non ci sentiamo rappresentati dalla presidente Jole Santelli e avremmo il diritto di sentirci tali, non vogliamo che la Calabria abbia la faccia della tarantella silana di ieri notte.  La tarantella bella della gente bella la vorremmo ballare in piazza quando il Covid sarà sconfitto e quando tutti senza rischio di essere multati, per via delle ordinanze firmate dalla Presidente Santelli, potranno scendere liberamente. Questa presidente che non ci rappresenta dovrebbe chiedere venia alla Calabria e ai calabresi, per il torto, la brutta figura, il pessimo esempio. Le immagini del sindaco Falcomatà che cammina mascherato di chirurgica con le braccia aperte tra la gente comune della sua Città è l’immagine giusta di una Calabria sana e istituzionale. Ci dissociamo - è la conclusione - e chiediamo alla presidente Santelli di porgere le sue scusa alla Calabria che ieri sera non ha saputo rappresentare e che ha lasciato sola con i suoi problemi e le sue angosce».

 

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