Pd, i renziani rimangono senza casa. In allarme Battaglia, Irto e Viscomi

La tentazione di Matteo Renzi di fare un nuovo partito, dato dai sondaggi al 9%, ha scatenato il panico all'interno dei democrat. In Calabria l'area dell'ex premier è in pieno subbuglio e rischia di essere fagocitata al prossimo congresso regionale

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di Riccardo Tripepi
10 dicembre 2018
18:14
Pd, Matteo Renzi
Pd, Matteo Renzi

Il Pdr lo tenta da morire. Molto meno la possibilità di tornare a candidarsi per la segreteria dopo il ritito con polemica di Marco MinnitiMatteo Renzi è ancora incerto sul da farsi, o almeno non vuole ancora rivelare le proprie intenzioni, ma il guaio in casa Pd può considerarsi bello e fatto. Il venir meno della candidatura dell’ex Ministro dell’Interno ha creato un vulnus difficilmente sanabile che segna una brutta battuta d’arresto per la carriera politica di Minniti e lascia i renziani privi di candidato. Certo si può ripiegare su Maurizio Martina, ma non è la stessa cosa e la sconfitta nei confronti di Nicola Zingaretti sembra inevitabile.


Le truppe renziane, dunque, sono in piena fase di sbandamento. Anche perché l’eventuale nuovo partito di Renzi, che gli ultimi sondaggi danno vicino al 9%, non sembrerebbe pronto ad accoglierli. L’ex premier, infatti, si è convinto di voler fare una cosa nuova, piena di giovani, e priva di esponenti dell’attuale gruppo dirigente del Pd. Al momento neanche Luca Lotti farebbe parte della squadra, tanto per rendere l’idea di rinnovamento che pervade Renzi e che lo stesso vuol veicolare alla truppe. A voler dire: nessun passaggio di massa al nuovo soggetto politico. Renzi imputa la pesante sconfitta elettorale dello scorso 4 marzo ai tradimenti dei potentati locali contro i quali non gli è stato concesso di usare il lanciafiamme così come lui stesso avrebbe voluto. E, quindi, nel caso di effettivo lancio del suo partito non vorrebbe certo portarsi dietro addentellati e fardelli. Per questo al momento la parola d’ordine è: nessuno dei big con me. Anche se poi c’è da scommettere che i più fidati del giglio magico finirebbero con il seguirlo.


Il risultato finale è lo sbandamento totale delle truppe renziane su tutti i territori, compresa la Calabria. Nella nostra Regione forse il solo Ernesto Magorno è sicuro di venire coinvolto nel nuova formazione renziana. Per il resto è buio pesto. Specialmente per i vari Demetrio Battaglia, Nicola Irto e Antonio Viscomi che avevano abbracciato la corsa di Minniti e si ritrovano adesso senza candidato. Battaglia, infatti, ha già annunciato il suo definitivo ritiro anche in vista del congresso regionale. Più fluida la posizione del sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà che aveva sì sottoscritto l’appello dei sindaci pro Minniti, ma era in progressivo allontanamento dalle posizioni renziane. Anzi la posizione di Falcomatà potrebbe ulteriormente complicare la situazione del presidente del Consiglio regionale Nicola Irto stretto fra la posizione del primo cittadino e quella del capogruppo del Pd Sebi Romeo.

Riccardo Tripepi

 

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Giornalista
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