Pietrapaola, annullate le elezioni e reintegrato il sindaco Pietro Nigro

VIDEO | L’amministratore si è insediato questa mattina, subentrando al commissario Umberto Campisi ma denuncia: «Io, lasciato solo dalle istituzioni»

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di Matteo Lauria
14 settembre 2020
16:55

Reintegrato il sindaco di Pietrapaola Pietro Nigro. Alla fine è prevalso un diverso orientamento: non solo l’annullamento delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre 2020, ma anche riprendere possesso delle funzioni di primo cittadino, subentrando al commissario straordinario Umberto Campisi che ha già lasciato l’ente.

Il tutto è avvenuto alla luce del provvedimento di sospensiva emesso dal presidente della III sezione giurisdizionale del Consiglio di stato che ha accolto l’istanza di misure cautelari contenute nel ricorso in appello proposto dal primo cittadino e dal consigliere Domenico Albidone.

I ricorrenti sostengono la tesi della presunta illegittimità del decreto di scioglimento in quanto si sarebbe dovuto procedere alla surroga dei consiglieri comunali dimissionari e non già al decadimento degli organismi ordinari. La discussione collegiale di merito, tuttavia, è già fissata per l’8 ottobre prossimo, data in cui si deciderà se il sindaco Nigro sarà legittimato a continuare fino alla scadenza naturale del mandato.

L’amarezza di un sindaco lasciato solo dalle istituzioni

Il sindaco Nigro torna in sella ma con grande amarezza, poiché si sente lasciato solo dalle istituzioni. «Da solo contro lo strapotere degli impiegati e dei burocrati- tuona Nigro- l’onestà non so se paga, mi sono ritrovato in solitudine per aver assunto decisioni importanti nella lotta all’evasione dei tributi (70%).

Per cinque anni non sono stati fatti accertamenti e ciò ha determinato una falla economico-finanziaria per l’ente incredibile. Mi auguro che a partire da domani qualcosa cambierà. Tenterò un dialogo con le forze di minoranza affinché responsabilmente si possa, insieme, trovare una soluzione alla gravità delle problematiche. Se ciò non dovesse avvenire, sarò io a dimettermi».

Tra le emergenze: 6 milioni di euro di gare da espletare non rese esecutive, la messa in sicurezza delle scuole, delle strade, del cimitero, e altro.

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