Distribuzione iniqua

Pillole Merck anti-Covid, al Sud solo una manciata: scatta l’interrogazione parlamentare

Il deputato pugliese Ubaldo Pagano rilancia gli interrogativi sollevati dalla denuncia di LaC News24. Il nuovo farmaco distribuito prevalentemente al Nord, perché?

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di Redazione
10 gennaio 2022
16:48

Approda in Parlamento l’iniqua distribuzione in Italia delle pillole Merck anti-Covid, un nuovo farmaco, molto costoso (7mila dollari a trattamento), che consente di evitare le conseguenze più gravi del Covid in pazienti particolarmente a rischio per età e condizioni fisiche. Una distribuzione che - come denunciato da LaC News24 – penalizza fortemente le regioni del Sud, Calabria compresa, dove le confezioni distribuite dal Commissario nazionale per l’emergenza sono in numero decisamente minore rispetto a quelle consegnate, invece, alle regioni del Nord.

La questione è ora oggetto di una interrogazione in Commissione parlamentare presentata dal deputato pugliese Ubaldo Pagano. Dopo aver premesso che «l’Aifa ha definito le modalità e le condizioni di impiego dell'antivirale Lagevrio (molnupiravir)” e che “il Ministero della Salute ha autorizzato la temporanea distribuzione, la struttura commissariale per l’emergenza Covid-19 ha avviato la distribuzione delle 11.899 confezioni da 40 compresse».


«Tale ammontare – scrive Pagano riprendendo le cifre diffuse da LaC News24 - è stato distribuito come segue alle Regioni italiane: all’Abruzzo 360 confezioni, alla Basilicata 60, alla Calabria 120, alla Campania 480, all’Emilia Romagna 840, al Friuli Venezia Giulia 240, al Lazio 1.680, alla Liguria 1.080, alla Lombardia 1.800, alle Marche 600, al Molise 60, al Piemonte 739, alla Provincia autonoma di Bolzano 60, alla Provincia autonoma di Trento 60, alla Puglia 240, alla Sardegna 60, alla Sicilia 360, alla Toscana 1.440, all’Umbria 60, alla Valle d’Aosta 120, al Veneto 1.440».

Poi, arriva al punto: «Come si evince dall’elenco, la ripartizione è stata effettuata senza tener alcun conto di criteri oggettivi come quello della popolazione residente; ciò genera il paradosso di veder distribuiti, a titolo d’esempio, a Puglia e Toscana, che contano rispettivamente 4 milioni 77mila abitanti e 3 milioni 744 mila abitanti, un numero ingiustificatamente diseguale di confezioni di medicinale: 240 per la Puglia e 1.440 per la Toscana, ossia 6 volte in meno alla Puglia malgrado 300 mila abitanti in più; tale tendenza è riscontrabile più generalmente in ogni confronto tra regioni meridionali e regioni settentrionali».

Da qui le domande rivolte al Presidente del Consiglio: «Quali criteri sono stati utilizzati per definire la ripartizione delle confezioni di medicinali anti-Covid in premessa», chiedendo inoltre «se può indicare quali siano le ragioni a sostegno di una così plateale distribuzione dei farmaci a vantaggio delle regioni del Nord Italia e a discapito di quelle del Sud».

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