Posti letto Covid negli spoke del Cosentino, Stasi: «Sindaci tagliati fuori dalle scelte»

Dura presa di posizione del presidente della conferenza che chiederà un incontro ai vertici Asp: «Non accetteremo piani dall'alto»

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di Matteo Lauria
11 novembre 2020
21:18
Flavio Stasi - Sindaco di Corigliano Rossano
Flavio Stasi - Sindaco di Corigliano Rossano

Poli Covid ed effetti negli ospedali spoke: terreno minato che si appresta a tradursi in un forte scontro politico-istituzionale. L’ordinanza del presidente Spirlì ha decretato la realizzazione di altri 74 posti letto Covid (distribuiti su Corigliano-Rossano, Cosenza, Paola-Cetraro e Rogliano) e, questa mattina, l’Asp di Cosenza ha convocato i direttori sanitari al fine assumere le decisioni adeguate dal punto di vista organizzativo.

Tutto questo, tuttavia, sta avvenendo senza il coinvolgimento della conferenza dei sindaci e del comitato di rappresentanza. Il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi chiederà un incontro urgente ai vertici dell’Asp, coinvolgendo il comitato di rappresentanza della Conferenza dei Sindaci e dei colleghi di città sede dei plessi ospedalieri coinvolti, affinché si possa concordare una linea comune. «Questa volta non si accetteranno piani dall'alto- dichiara Stasi- L'emergenza va governata con un piano di guerra, lo sostengo da giorni, ma lo stesso deve categoricamente essere concordato con i territori ed avere una prospettiva nei plessi in cui si realizzano interventi. In assenza di questi presupposti, mi spiace, ma non saranno fatte concessioni. Sia ben chiaro - aggiunge - ho sempre pensato e continuo a pensare che in questa emergenza ognuno debba fare la propria parte. Cosenza sta facendo la propria parte, Corigliano-Rossano sta facendo la propria parte, Rogliano sta facendo la propria parte, Cetraro sono certo che tra pochi giorni farà altrettanto. Nelle discussioni di questi giorni, alle volte, ho l'impressione che i pazienti contagiati che necessitano di ricovero non esistano, oppure che possano sparire con un comunicato stampa: non è così. Ma tutto questo non può prescindere da poche regole basilari: gestione concordata coi territori, nessun depotenziamento di altri servizi e reparti, prospettive per i plessi sui cui si fanno interventi».


 

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