Preferenza di genere, Gallo smentisce lo scontro con la Sculco

Dopo la riunione della Conferenza dei capigruppo, si infiamma il dibattito politico. Intervento pungente di Raffaella Rinaldis che chiede conto alla politica sui ritardi, mentre il consigliere di Forza Italia specifica quanto accaduto a palazzo Campanella

di Ric. Trip.
14 gennaio 2019
17:14
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Flora Sculco e Gianluca Gallo
Flora Sculco e Gianluca Gallo

E’ ancora bagarre sulla doppia preferenza di genere. La Conferenza dei capigruppo ha deciso di rinviare l’esame al mese di febbraio per consentire ulteriori approfondimenti. Anche dopo le osservazioni mosse da Gianluca Gallo che aveva chiesto un esame abbinato alla riforma della legge elettorale. «C’è  una proposta di legge proveniente anche dai Comuni calabresi sulla doppia preferenza di genere – ha specificato Gallo – e la legge elettorale deve essere riformata per le modifiche da apportare dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul caso Wanda Ferro».

 

Fuori da palazzo Campanella, però, sono rimbalzate notizie diverse che hanno descritto uno scontro violento tra Gallo e Flora Sculco che avrebbe attaccato duramente il collega anche con epiteti non adeguati ai vari ruoli istituzionali.

 

Tanto che Raffaella Rinaldis, “direttora” di Fimmina Tv, ha deciso immediatamente di intervenire con una nota stampa. «Oggi arrivano due notizie,  una formale,  del Consiglio  regionale della Calabria che annuncia la calendarizzazione per febbraio della norma sulla doppia preferenza di genere, un'altra "informale", su una bagarre avvenuta in conferenza dei capigruppo dove Flora Sculco avrebbe sguainato la spada per difendere la doppia preferenza di genere. Quello che ormai tutti sanno è che la norma sulla doppia preferenza di genere, pronta da anni e mai portata in Consiglio, ha cominciato a tornare sul tavolo delle trattative dopo che le donne calabresi, raccolte nelle loro singole forze dalla Casa delle Donne di FìmminaTv, hanno deciso di non mollare, di seguire l'iter e se necessario, portarlo avanti con tutti gli strumenti possibili».

 

Rinaldis ricorda come  dopo l’ennesimo rinvio in Consiglio «la Casa ad ottobre ha proposto la sua norma, seguendo il dettato dello statuto regionale, con uno strumento previsto dalle norme ha spinto politicamente su un altro acceleratore. Ed ecco che in Consiglio regionale arrivano, aderendo all'iniziativa della Casa, i comuni di Catanzaro, Bovalino, Verzino, Ricadi, poi Badolato e stanno arrivando altre delibere consiliari, di una norma che non può più aspettare. Purtroppo la Casa sapeva, era una partita a scacchi, abbiamo aspettato che diventasse indispensabile arrivare a trovarsi in Consiglio, nel rispetto imprescindibile di una norma precisa, quella dell'iniziativa dei comuni. Sapevamo che sarebbe stato così, che una volta obbligati a tenerci in considerazione, ci si doveva organizzare. Ed in Conferenza dei capigruppo l'uscita della Sculco non ha ingannato nessuno, tutti sapevano dell'altra proposta, ed in riunione lo hanno evidenziato, sapevano di questa  e di tutte quelle che arriveranno dagli altri comuni fino a che non verrà approvata la norma. Noi, intanto, sapevamo che questo sarebbe successo, perchè sapevamo che queste erano le armi da usare, purtroppo. E' lontano il confronto leale e giusto su quello che si deve fare e non che "conviene" fare. Su ciò che è giusto e ciò che è utile a se stessi. Quindi va bene così, la doppia preferenza verrà calendarizzata a febbraio, altrimenti ci sarà quella della Casa.... abbiamo vinto? Ancora no, deve essere votata. Ma su questo abbiamo ancora delle altre carte da giocare. Quando la politica, quella seria, quella trasversale e pulita, si fa avanti, è coesa, qualche risultato si ottiene».

Nel gioco delle parti si inserisce dunque il confronto tra Gianluca Gallo e Flora Sculco. Con il consigliere di Forza Italia che specifica:  «Nessuno scontro con la collega – dice Gallo – ma solo diversità di vedute. Non ho mai detto che questa legge serva a lei, né lei ha mai detto che ha preso il doppio dei miei voti. Circostanza non vera in maniera oggettiva per di più».

 

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Giornalista
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