Minniti presenta il suo libro: primo test calabrese della candidatura

VIDEO | L’appuntamento del fine settimana scioglierà qualche dubbio sul reale sostegno su cui può contare l'ex ministro che aspira a guidare il Partito democratico

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di E. D. G.
20 novembre 2018
17:12
Marco Minniti
Marco Minniti

«Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?». Se lo domandava Nanni Moretti in una celebre scena di Ecce Bombo. È la stessa domanda che probabilmente nel Pd calabrese si stanno ponendo in molti, chiedendosi se andare o non andare alla presentazione del libro di Marco Minniti, che nel fine settimana sarà in Calabria per presentare Sicurezza è Libertà, edito da Rizzoli. La prima fatica letteraria dell’ex ministro dell’Interno ed esperto di servizi segreti, ha un titolo che sembra una sorta di manifesto politico che ammicca a chi ha il cuore a sinistra ma il senno un po’ più a destra.


Com’è noto, Minniti alla fine ha rotto gli indugi e si è candidato a guidare il Partito democratico post renziano. Il fatto che sia calabrese, non gli assicura però un plebiscito di consensi nella sua Regione, anzi. Le reazioni per ora sono molto tiepide.
Il primo a prendere le distanze dalla sua candidatura è stato il presidente uscente Mario Oliverio, che rimprovera a Minniti di non aver mosso un dito quando chiedeva a gran voce di essere nominato commissario della Sanità in Calabria. Il governatore, dunque, sarebbe orientato a sostenere nella corsa alla segreteria nazionale, Nicola Zingaretti, anche se finora non c’è stato un endorsement esplicito in questo senso. Che Oliverio voglia assumere un atteggiamento attendista si deduce anche dalle sue recenti dichiarazioni sul congresso nazionale del Pd, che a suo dire deve andare oltre i «nominalismi».


L’obiettivo di questo cauto coinvolgimento nelle dinamiche congressuali è forse nella volontà di capire chi può offrirgli maggiori garanzie di non ingerenza con la sua ricandidatura alle prossime regionali, imposta con largo anticipo sul turnover alla guida del partito nazionale e calabrese. Su Zingaretti dovrebbero convergere anche la deputata Enza Bruno Bossio e il marito Nicola Adamo, sinora inscindibili dalle sorti politiche di Oliverio.

 

Al fianco di Minniti si posizionerà probabilmente anche il segretario regionale uscente, Ernesto Magorno. Certo, invece, il sostegno del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, tra i primi a sposare il progetto dell’ex titolare del Viminale. Minnitiano convinto è anche il presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, promotore in Calabria della raccolta di firme tra i sindaci calabresi, una cinquantina, a favore della candidatura di Minniti. Una mobilitazione che nelle ultime ore ha avuto qualche strascico polemico dopo che alcuni primi cittadini del Cosentino hanno smentito la loro adesione.

 

Resta più defilato il terzo parlamentare calabrese dei democrat, Antonio Viscomi, comunque considerato tra i sostenitori della candidatura dell’ex ministro. Solo ipotesi al momento, che avranno più consistenza dopo il week end letterario dell’ex ministro dell’Interno, dove salteranno agli occhi le presenze, ma molto di più le assenze, come Moretti rimarcava con impareggiabile sarcasmo nel suo film del 1978.

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