L’analisi del voto

Provincia di Catanzaro, vincono i maggiorenti del centrodestra ma non tutti nella stessa misura

Il risultato di 9 a 3 in favore del centrodestra non deve ingannare. Il dato va valutato complessivamente sulla base di determinati parametri e indagando la situazione interna allo schieramento

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di Danilo Colacino
20 dicembre 2021
12:00

Provinciali a Catanzaro, ma chi le ha vinte per davvero? Una domanda che - al di là delle consuete dichiarazioni di prammatica in cui tutti, al solito, si proclamano vincitori - si stanno ponendo in parecchi, fra gli addetti ai lavori e i personaggi gravitanti attorno all’ambiente politico del capoluogo, considerato come le elezioni del weekend appena trascorso, pur ormai utili a conferire un mandato per un organismo di un ente intermedio senza più il ruolo (e quindi il potere reale) di un tempo, continuano a far gola a molti.

Senza contare che, soprattutto in cima ai Tre Colli dove i maggiorenti cittadini volevano affermare la loro influenza in vista delle Amministrative 2022 a cui partecipare in modo diretto o indiretto, ha fin da subito acquisito un’importanza strategica. Ecco allora che, per rispondere al quesito iniziale, di primo acchito si dovrebbe affermare: ha trionfato il centrodestra. Fronte peraltro in grado di vantare già la presidenza con il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, il quale però decadrà fra circa sei mesi non potendo più essere in lizza per la carica di primo cittadino per limite di mandati consecutivi raggiunto e dunque fuori causa anche per Palazzo di Vetro. Peccato, tuttavia, che le evidenti divisioni e la conseguente disgregazione del pluridecennale assetto gestionale abbia prodotto la presentazione di ben cinque liste della coalizione con un eletto per ogni suo sostenitore eccellente.


L’esito finale delle consultazioni e il percorso dei democrat

L’esito finale della consultazione è infatti stato di nove a tre in favore dello schieramento a trazione forzista, con un centrosinistra che è comunque riuscito a difendersi alla bell'e meglio, ottenendo il risultato massimo di “piazzare” il numero di candidati voluto e dando l’idea di maggiore compattezza. Una sensazione che regala anche in previsione delle prossime Comunali con rilevanti novità attese per domani in cui, forse, la “vigilia di Natale” porterà l'ufficialità dell’investitura di Nicola Fiorita quale sindaco in pectore del centrosinistra con il placet dei Circoli Dem chiamati a esprimersi a riguardo dal coordinatore del Pd catanzarese, Salvatore Passafaro. Ma questa è un’altra storia, che racconteremo fra ventiquattro ore pur avendo detto a più riprese di come si sia trovata la quadra sul citato prof da parte delle figure realmente determinanti (e dominanti) nel partito a livello locale malgrado la presunta azione di disturbo di quanti penserebbero a Valerio Donato (fantapolitica? Chissà).

I successi personali di Montuoro e Talerico

Tuttavia, tornando al discorso principale delle Provinciali, va detto che nell’ambito delle posizioni singole della maggioranza (la vecchia e la nuova, in sostanza coincidenti), ormai non più armonizzate in un gioco di squadra, ogni dirigente o “capocorrente” ha centrato l’obiettivo di far ottenere il seggio al proprio protetto con l’eccezione del neoconsigliere regionale Antonio Montuoro che nella lista riconducibile a Fratelli d’Italia ha per così dire raddoppiato il successo personale con due aspiranti consiglieri fatti arrivare a… meta in virtù del conforto di quasi 18mila “voti ponderati” ottenuti nelle urne.

Una roba mica da ridere, da interpretare alla stregua della riprova di come sul territorio i vertici catanzaresi e regionali, che invece hanno portato nell’assise un unico esponente, dispongano di gran lunga di meno preferenze. E lo si era del resto visto alle Regionali, che hanno dimostrato plasticamente come la dimensione romana delle segreterie nazionali conti tantissimo (eccome!) per la sorte della singola figura politico-istituzionale ma non sia affatto sinonimo di consenso tra la gente o i pubblici amministratori. Anzi. Spesso è semmai il contrario esatto con un feeling assai scarso. Al di là di tutto, ottima affermazione anche per l’avvocato Antonello Talerico, impegnato nel ricorso per ottenere un seggio a Palazzo Campanella nelle fila di Forza Italia a scapito di chi lo ha preceduto ovvero Michele Comito e Valeria Fedele in ragione della presunta ineleggibilità di questi ultimi al vaglio dei giudici aditi, che nell’area forzista ha registrato l’affermazione di Alessandro Falvo.

La catanzaresità perduta...

Veniamo alla catanzaresità perduta ancora una volta con Sergio Costanzo unico a farcela fra i rappresentanti del capoluogo. A riguardo va però precisato come ad esempio il collega di lista Paolo Mattia, pur nominalmente espressione del Comune di Montauro, appartenga alla città dei Tre Colli. Bene, comunque, per Costanzo il quale - seppur tornato alla casa madre del centro che guarda a destra, dopo la lunga militanza a sinistra - ha dimostrato di disporre di un certo gradimento indipendente da ogni sua collocazione sia fra gli elettori-politici quanto tra gli “elettori canonici”.

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