Elezioni Calabria, la Lega entra in Consiglio ma non sfonda

Il Carroccio si aspettava risultati diversi alle regionali. Evaporano circa 10 punti percentuali rispetto alle Europee. La sconfitta in Emilia fa fallire il tentativo di spallata al governo Conte

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di Riccardo Tripepi
27 gennaio 2020
12:58
Matteo Salvini
Matteo Salvini

Una vittoria schiacciante quella ottenuta dal centrodestra alle regionali con la coalizione che ha fatto volare Jole Santelli al 55,43% dei consensi. Una maggioranza solida che dà adesso al nuovo presidente tutte le possibilità per mettere in atto il programma di governo e dimostrare che la svolta promessa sarà concreta.

Eppure l’analisi del voto ottenuto dalla coalizione lascia spazio ad alcune valutazioni che potrebbero condizionare i rapporti interni al centrodestra.


 

Il risultato della Lega: bene ma non benissimo

In rilievo viene prima di ogni cosa il risultato della Lega. Il partito di Matteo Salvini va bene, ma non sfonda. Le mobilitazioni di piazza alle quali ci aveva abituato il leader del Carroccio, ma anche la massiccia partecipazione di calabresi a Pontida, avrebbe fatto ipotizzare qualcosa di più per la Lega che ottiene il 12,26% su scala regionale, staccato di un’incollatura da Fi, primo partito del centrodestra, con il 12,43%. Il Carroccio fa così il suo ingresso a palazzo Campanella per la prima volta nella storia con 3 o 4 consiglieri.

 

Eppure la sensazione è che qualcosa non abbia funzionato, così come dimostrato anche dai commenti a caldo del commissario regionale Cristian Invernizzi sul quale andranno a cadere eventuali responsabilità sulle modalità di composizione delle liste. Salvini voleva essere il primo partito del centrodestra in Calabria e non c’è riuscito. È secondo, ma il distacco da Fi aumenta se si annette al consenso azzurro anche quello ottenuto da Casa delle Libertà e Santelli presidente con una percentuale che andrebbe intorno al 25%.

 

Persa la leadership a Riace

La gestione del partito, anche e soprattutto a Reggio Calabria, ha lasciato a desiderare. È nel collegio Sud e a Reggio, infatti, che si registra la peggiore performance del partito che si ferma al 9,18%, quarto partito del centrodestra, superato anche dall’Udc che va in doppia cifra. Le lacerazioni interne, le scelte sui candidati, le polemiche con i vertici provinciali, hanno lasciato il segno. Sempre all’interno della Circoscrizione Sud va poi evidenziato un altro dato che è relativo a Riace dove la Lega aveva espresso poco tempo fa il sindaco Antonio Trifoli, successo di Domenico Lucano. Dopo le regionali, la Lega non è più il primo partito a Riace. La Lega, infatti, ottiene il 20,34% con una flessione di 10 punti rispetto alle europee di un anno fa quando raggiunse il 30,75%. Al primo posto, a sorpresa, la lista del geologo Carlo Tansi, candidato civico, "Tesoro Calabria Carlo Tansi" che, seppur di poco, supera il partito di Salvini, ottenendo il 20,82%.

 

Il raffronto con le europee

Il raffronto con le europee, per quanto si tratti di competizioni non omogenee, è impietoso anche a livello regionale. Dal 22% si passa al 12% e si tratta sicuramente di un campanello d’allarme preoccupante anche in vista dei prossimi mesi. Il Carroccio darà più debole nella trattiva che si andrà ad aprire per la composizione della giunta e la leadership nella coalizione non è così garantita. E i malumori sono già altissimi perché c’è chi sente puzza di bruciato in relazione alla lealtà degli alleati dopo la benedizione leghista a Jole Santelli dopo non pochi distinguo. La sensazione di molti leghisti è che nel centrodestra calabrese sia scattato una sorta di fronte comune per evitare problemi ulteriori e confinare l’alleato in ruolo assai diverso rispetto a quello che si aspettava. Le scelte di mancato rinnovamento poste in essere dal commissario regionale con la composizione delle liste hanno fatto il resto.

 

A Reggio la Meloni vuole il sindaco

Guai in vista anche delle prossime comunali a Reggio. Nella circoscrizione Sud arriva il ruggito di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che arriva al 16% a livello provinciale e al 14,60% a livello comunale risultando il primo partito in entrambi i casi. E mettendo solide basi per essere la forza a dover esprimere il candidato sindaco alle imminenti comunali.

 

Fallita la spallata al governo Conte

In questo scenario si inserisce il risultato dell’Emilia Romagna dove il centrodestra perde e la Lega non riesce ad essere il primo partito. Certo il risultato ottenuto dal Carroccio nella Regione rossa per eccellenza è comunque straordinario e sfiora il 32%, ma sotto di due punti rispetto al Pd. In buona sostanza è fallito il tentativo di spallata al governo nazionale che Matteo Salvini aveva in mente e che dovrà essere rimandato a data da destinarsi. Forse a quando il leader riuscirà a riprendere lo smalto vincente di qualche tempo fa.

Giornalista
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