Morra (M5s): «Candidatura di Aiello brutto segnale, è inaccettabile»

Il presidente della Commissione antimafia ha criticato il candidato pentastellato in corsa alle Regionali per non aver rivelato una parentela con un boss mafioso 

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di Redazione
15 gennaio 2020
14:57
Nicola Morra
Nicola Morra

«Non possiamo, soprattutto come Movimento 5 stelle, accettare una candidatura di questo tipo perché sembrerebbe essere un messaggio di un certo tipo».

A dichiararlo il presidente della commissione antimafia Nicola Morra commentando con la stampa italiana, a margine di una visita della commissione in Usa, la candidatura a governatore della Calabria di Luigi Aiello per il movimento 5 stelle, cui appartiene lo stesso Morra. Quest'ultimo ha criticato Aiello per non aver rivelato una parentela con un boss mafioso ucciso in una faida a Soveria Mannelli nel 2014.

«A precisa domanda due volte ripetuta - ha spiegato Morra - il prof. Aiello avrebbe risposto di non avere affatto problemi di alcuna natura nell'ambito delle relazioni di parentela. O sei consapevole del fatto di avere un cugino ammazzato a pallettoni nel 2014 in una faida che finora ha causato 6 morti o, se non ne sei consapevole, hai qualche problema con il principio di realta', direbbe Sigmund Freud. Inoltre se lo sapevi e l'hai omesso scientemente allora c'e' un problema di buona o cattiva fede».

«Io poi - ha aggiunto - sono dell'avviso che soprattutto in alcuni contesti, come quello calabrese, non si possa non tener conto della valenza simbolica di certe scelte. Se noi oggi come Paese omaggiamo magistrati come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, tra i defunti, e tributiamo grande venerazione ad altri come Nino di Matteo e Nicola Gratteri, non possiamo accettare, soprattutto come movimento cinque stelle, una candidatura di questo tipo perche' sembrerebbe essere un messaggio di un certo tipo. Nel 2014 per le regionali e nel 2016 per le comunali a Cutro, come movimento cinque stelle ci siamo confrontati con situazioni analoghe e abbiamo preso decisioni nette, radicali, che pero' hanno connotato il movimento a livello nazionale come un movimento che non accettava il puzzo del compromesso morale» - ha detto ancora citando Borsellino.

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