Regione Calabria: incompatibilità di tre consiglieri, la Giunta delle elezioni prende tempo

Sotto esame le posizioni di Molinaro, Morrone e Creazzo. L'organismo presieduto da Neri ha chiesto all'Assistenza giuridica un parere tecnico prima di assumere la decisione

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di Ric. Trip.
22 giugno 2020
15:48

Servono ancora approfondimenti per assumere decisioni sulle posizioni dei consiglieri regionali finite sotto la lente della Giunta delle elezioni che si è nuovamente riunita a palazzo Campanella sotto la guida del presidente Giuseppe Neri.

Le presunte ragioni di incompatibilità e ineleggibilità riguardano di Pietro Molinaro (Lega), Luca Morrone (Fdi) e Domenico Creazzo (Fdi).

 

Creazzo che, al momento si trova in stato di detenzione in seguito all’operazione Eyphemos della Dda reggina ed è già stato sostituito temporaneamente dal vicesindaco di Locri Raffaele Sainato, non ha ancora fornito le controdeduzioni per come richiesto e la giunta ha deciso di aspettare le sue difese, considerando la situazione in cui si trova.

 

Le controdeduzioni, invece, sono state regolarmente inviate da Molinaro e Morrone che affermano la legittimità della propria elezione e asseriscono un errore degli Uffici nell’individuazione delle norme da applicare al caso concreto.

La vicenda di Pietro Molinaro riguarda la presunta incompatibilità per le mancate dimissioni nei termini previsti dalla legge per gli incarichi ricoperti all’Ars e al Cnel. Per quel che riguarda Luca Morrone, infine, la incompatibilità deriverebbe dall’incarico ricoperto all’interno del Cda della società Villa Sorriso S.r.l., accreditata regionale, dal quale si sarebbe ufficialmente dimesso soltanto in data 2 gennaio 2019, mentre il termine previsto dalla legge è quello del 28 dicembre.

 

Su proposta dei consiglieri regionali Francesco Pitaro (Iric) e Domenico Bevacqua (Pd) è stato chiesto un approfondimento al Settore Assistenza Giuridica di palazzo Campanella per l’invio di un parere che possa aiutare la giunta nella decisione politica. Il presidente ha accolto la proposta e l’organismo rimane così in attesa del parere tecnico.

Ovviamente la decisione della giunta, qualunque essa sia, non impedirà alle parti coinvolte di procedere davanti all’Autorità giudiziaria.

Giornalista
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