Regione Calabria, il Piano personale diventa un caso: «La trasparenza è in quarantena»

Il sindacato Csa-Cisal solleva la vicenda della mancata pubblicazione del progetto triennale del fabbisogno. «Ma il dg competente non risponde». E si scopre che l'atto è stato già modificato. Chiesto l'intervento di Anac e Santelli

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di Redazione
21 agosto 2020
07:52
La Cittadella regionale
La Cittadella regionale

«La trasparenza non si è semplicemente smarrita in qualche cassetto della Cittadella regionale, ma a questo punto bisogna pensare che sia stata messa in quarantena. Il sindacato Csa-Cisal ha segnalato più volte l’incredibile circostanza della mancata pubblicazione del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale (2020-22). Una delibera, la numero 142, della giunta regionale che addirittura risale alla seduta dello scorso 18 giugno. Ad oltre due mesi di distanza non solo l’atto – ancora oggi – non è stato pubblicato, ma i paradossi continuano ad accavallarsi in maniera imbarazzante».

È quanto si legge in una nota del sindacato Csa-Cisal.

Le richieste di chiarimento

«Due settimane fa – aggiunge il sindacato – avevamo chiesto l’intervento della responsabile dell’Anticorruzione e Trasparenza affinché chiedesse conto al direttore generale del dipartimento competente in materia (Organizzazione e Risorse umane), lasciando intendere che nel caso in cui fosse proseguito “l’occultamento” della delibera avremmo interpellato direttamente l’Anac».

 

«Abbiamo appreso che la Responsabile dell’Anticorruzione e Trasparenza regionale – continua –, ha richiesto un primo chiarimento al dg del Personale in data 3 agosto. A questo ha fatto seguito un sollecito datato 12 agosto. Ad oggi, il direttore generale competente non ha inteso fornire alcuna risposta o spiegazione di sorta, nonostante la richiesta della Responsabile fosse portata a conoscenza dell’assessore al Personale. Anche lui silente in questa circostanza. Non ci stancheremo mai – prosegue il sindacato Csa-Cisal – di condannare questi atteggiamenti di improvvida supponenza di alcuni direttori generali della Regione che credono di trovarsi al di sopra degli obblighi di legge».

 

«Evidentemente – si aggiunge – il dg del Personale ritiene di trovarsi in una pubblica amministrazione “medievale” dove il rispetto del principio della trasparenza rappresenta solo un “fastidio” e non, come ormai universalmente riconosciuto, un dovere per l’ente e un diritto per i cittadini. Di fronte al persistere di questo atteggiamento, domandiamo di nuovo: cosa c’è da nascondere nel Piano triennale del fabbisogno del personale? Forse c’è qualche errore nella delibera e non si sa bene come risolverlo? Se così fosse è inutile nascondersi: i nodi vengono sempre al pettine».

Atto mai stato pubblico

«Anche perché – prosegue il sindacato –, a furia di far finta che le regole sulla trasparenza degli atti non esistano, si rischia di accumulare pasticci su pasticci creando veri e propri cortocircuiti. Posto che il Piano non è stato pubblicato, la Giunta è riuscita nella “mirabile” impresa di modificarlo. Infatti, nella seduta del 7 agosto risultata essere stata adottata la delibera n. 236 che è rubricata “Presa atto modifica tabella”. Del Piano del Fabbisogno, inteso. Ma modifica di cosa? Come si fa a cambiare un atto licenziato più di due mesi fa di cui non ne è stata mai data informativa alle organizzazioni sindacali e che non è stato mai pubblicato? Quale tabella è stata oggetto di revisione se non si ha contezza di quella iniziale?».

 

«Non è forse – si chiede il sindacato – che dietro la modifica di quella tabella di cela qualche “strambo” disegno per accontentare qualcuno? Se queste sono le modalità con cui opera l’amministrazione regionale, non c’è da star sereni. Un ente che “gioca” nell’ombra sul Piano del fabbisogno del personale, a cui invece dovrebbe darsi la massima diffusione, preferisce rimanere nell’opacità burocratica. È mai possibile che i dipendenti della Regione non possano conoscere uno degli atti programmatori principali? Si pensa così di rilanciare il benessere organizzativo in Cittadella? Giocando a nascondino?».

Non resta che l'Anac

«Speravamo di non dover arrivare a questo, ma ormai – dice il Csa-Cisal – sembra essere l’unica strada percorribile a tutela della trasparenza e dei lavoratori. Visti i mancati riscontri del dg del Personale, chiediamo formalmente alla Responsabile regionale dell’Anticorruzione e Trasparenza di sollecitare l’intervento diretto dell’Anac, che purtroppo già non nutre un positivo giudizio nei riguardi della Regione Calabria, visti i precedenti. L’atteggiamento del dg del Personale non solo è poco trasparente ma è irrispettoso nei confronti della figura della responsabile. Eppure, lo stesso dovrebbe ricordare bene gli ammonimenti dell’Autorità nazionale dell’Anticorruzione che, fra le altre cose, poco meno di un anno fa ha di fatto “imposto” la rotazione dei dirigenti (che l’amministrazione precedente voleva rinviare) ed ha, al contempo, ribadito l’importanza di fornire adeguati strumenti e supporto all’ufficio dell’Anticorruzione e Trasparenza regionale».

 

«Al contrario – prosegue –, assistiamo al dg del Personale che sistematicamente bypassa la responsabile regionale dell’Anticorruzione. È incredibile come invece di progredire sulla strada della trasparenza, si facciano passi indietro perseverando in iter burocratici nascosti nell’ombra quando dovrebbero essere chiari e lineari. Un’involuzione che lascia interdetti. Alla luce delle denunce, confidiamo sempre in un ravvedimento in extremis dai piani alti. Il presidente Santelli nelle primissime dichiarazioni a seguito dell’insediamento ha fatto più volte riferimento alla trasparenza della burocrazia. Ecco presidente – conclude il sindacato Csa-Cisal –, questo è un caso su cui intervenire, sostituendo le parole ai fatti».

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