Pd, rinviato il congresso regionale: si svolgerà insieme al nazionale

La decisione della Direzione nazionale guidata da Matteo Orfini. Slittano anche gli appuntamenti in Molise e Campania. Le motivazioni uguali per tutte le regioni: niente candidature entro i termini previsti

di Riccardo Tripepi
28 novembre 2018
14:34
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Come anticipato, il congresso regionale del Pd slitta all'anno prossimo. Lo ha deciso la Direzione nazionale del partito che, sotto la guida di Matteo Orfini, si sta riunendo a Roma. Insieme al rinvio dell’assise calabrese saranno ratificati anche quelli di Campania e Molise. La motivazione è la stessa per tutte le Regioni: non sono state presentate candidature entro i termini prefissati.


Come si ricorderà in Calabria il termine originariamente fissato era al 17 novembre con le primarie da svolgersi il 16 dicembre. Il termine era stato poi prorogato al 26 novembre senza che però venisse raggiunto l'obiettivo: ancora una volta nessuna candidatura è stata presentata.


Da qui la decisione della Commissione per il congresso, presieduta da Giovanni Puccio, di chiedere la proroga. L'organismo nazionale ha accolto le richieste provenienti dai territori e ha dato l'ok allo slittamento delle assemblee regionali che, con tutta probabilità, si terranno in concomitanza con il congresso nazionale che dovrebbe essere fissato per il prossimo 3 marzo.
Tanto tempo in più, dunque, per il tentativo della classe dirigente calabrese di trovare la quadra su una candidatura unitaria. Il nome possibile continua ad essere quello dell'ex deputato reggino Demetrio Battaglia, renziano di ferro, e già impegnato sul territorio per la campagna elettorale di Marco Minniti. Nonostante la sua appartenenza d'area, però, anche la componente legata ad Oliverio gli ha sempre riconosciuto l'autorevolezza necessaria per il ruolo. Adesso però l'intersecarsi dell'appuntamento nazionale con quello regionale potrebbe anche rimescolare le carte.


Le diplomazie, tuttavia, continuano incessantemente il proprio lavoro anche se ogni area cerca il proprio candidato da mettere in pista nell'ipotesi di congresso con più candidature. Dal lato renziano si continua a fare il nome di Ernesto Alecci, anche se sotto traccia si lavora sull'ex vicepresidente della giunta regionale e oggi senatore Antonio Viscomi. Sul fronte zingarettiano del governatore il nome in campo è quello del segretario della federazione cosentina Luigi Guglielmelli, ma la sensazione netta è che, nell'ipotesi di congresso con primarie aperte, il. vero nome per l'area deve ancora essere deciso.

 

Riccardo Tripepi

Giornalista
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