Nel corso del punto stampa, Salvini ha chiarito che il tema centrale non è la disponibilità delle risorse, ma la capacità di spenderle rapidamente. «I soldi si trovano, un Paese come l’Italia li trova – ha spiegato – il problema è tagliare i tempi della burocrazia per usarli in fretta, per stenderli in fretta».

Un passaggio ribadito più volte, indicando come priorità la protezione dei lidi, la realizzazione dei frangiflutti, l’estensione delle spiagge e la pulizia dei torrenti a monte, dove si originano molti dei problemi che poi si riversano sulla costa.

Il ministro ha parlato della necessità di norme speciali e di poteri in deroga per il commissario, soprattutto in presenza di piani spiaggia ormai superati. «Se c’è un piano vecchio ma la spiaggia non c’è più – ha sottolineato – è chiaro che bisogna mettere quei lidi nelle condizioni di continuare a esistere». Salvini ha assicurato che tornerà nel territorio «a lavori avviati», per verificare lo stato degli interventi.

Il ministro Salvini a Melito porto salvo

Nel rispondere alle domande sulle risorse, il ministro ha escluso qualsiasi ipotesi di sottrarre fondi alle grandi opere già programmate, come il Ponte sullo Stretto. «Sarebbe sbagliato togliere un diritto ai calabresi e ai siciliani per riparare i danni del maltempo. Uno Stato come l’Italia, seconda potenza industriale d’Europa, può riparare i danni e andare avanti con ponti, scuole, strade, ferrovie». I primi 100 milioni di euro per l’emergenza, ha ricordato, «sono già stati stanziati» e vengono utilizzati dai sindaci per le urgenze immediate: ripristino di acqua, luce, gas e fognature, e rientro delle famiglie nelle abitazioni.

Quanto alla stima complessiva dei danni, Salvini ha parlato di una cifra che «non sarà inferiore a un miliardo di euro», assicurando che il Governo è pronto a intervenire in base alle quantificazioni che arriveranno dai Comuni. In questo contesto ha richiamato anche il recente decreto PNRR, che ha previsto un ulteriore miliardo di euro per il tema dell’acqua, della dispersione idrica, delle fognature e degli acquedotti, oltre agli oltre 90 milioni già stanziati da Anas e Ferrovie dello Stato per strade e linee ferroviarie.

Non è mancato un riferimento alla necessità di rafforzare le strutture tecniche comunali. «A volte il problema non è trovare i soldi – ha detto – ma permettere ai Comuni di spenderli, soprattutto quando hanno due o tre tecnici al massimo». Da qui l’appello a lavorare insieme, «almeno per un mese senza polemiche politiche», concentrandosi esclusivamente sull’emergenza e sulla ripartenza.

Nel punto stampa finale, Salvini ha toccato anche i grandi dossier infrastrutturali che interessano la Calabria, a partire dalla Statale 106 e dalla progettazione dell’alta velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria, ribadendo l’obiettivo di «unire una regione lunga e complessa da nord a sud» e di garantire collegamenti più rapidi ed efficienti con la Sicilia.

La tappa di Melito Porto Salvo ha così chiuso la giornata di visita istituzionale nell’area grecanica, dopo il sopralluogo a Bova Marina, lasciando sul tavolo l’impegno del Governo a intervenire con risorse straordinarie e strumenti normativi adeguati per affrontare l’emergenza e avviare una fase di ricostruzione e prevenzione lungo la costa ionica reggina.

il ministro salvini nell'area grecanica